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Scusate se esisto: Paola Cortellesi tra discriminazioni e coppie di fatto

Scusate se esisto: Paola Cortellesi tra discriminazioni e coppie di fatto

Donne destinate al ruolo di eterne seconde, che lavorano instancabili dietro le quinte, discriminate o invisibili ad un universo declinato tutto al maschile, tabù, cervelli in fuga che poi sentono nostalgia dell’Italietta davanti a un piatto di spaghetti al pomodoro. E ancora la periferia italiana, il disagio nascosto dalle infinite colate di cemento che abbrutiscono le nostre metropoli. Amara realtà, se non fosse che a stemperare il tutto ci pensa l’ormai proverbiale autoironia di Paola Cortellesi, al suo debutto da sceneggiatrice insieme al marito Riccardo Milani che la dirige; è sua infatti la storia raccontata in Scusate se esisto, commedia degli equivoci che dal prossimo 20 novembre la riporterà in scena insieme a Raoul Bova dopo Nessuno mi può giudicare.
“L’idea nasce proprio dall’essere donne, – racconta la Cortellesi – ed è un film in parte autobiografico. Anche a me è capitato sedendomi a tavoli di lavoro con soli uomini di provare le stesse sensazioni della protagonista del film, Serena, di essere cioè quasi trasparente. Se ci si ritrova in un team maschile, quando si tratta di decidere qualcosa l’ interlocutore tende sempre a guardare il collega uomo”.

Ed è quello che succede a Serena Bruno – ragazza della provincia abruzzese, alle spalle un curriculum scolastico brillante e una laurea in Architettura – al primo importante colloquio di lavoro al suo rientro in Italia, dopo anni di esperienza all’estero. La sua idea di un progetto di riqualificazione del Corviale di Roma, obbrobrio edilizio della periferia romana – che esiste realmente e a firmarlo non a caso è una donna, Guendalina Salimei – la porterà a camuffarsi e a spacciarsi per qualcun altro pur di entrare nello studio che si occuperà del recupero di quel kilometro di palazzine che nasconde persone, vite, storie.
A farle da spalla Raoul Bova (Francesco), l’amico gay, padre di un bambino di sette anni a cui ancora non ha avuto il coraggio di rivelare la propria omosessualità, frutto del matrimonio precedente con una donna; protagonisti di una coppia strampalata lotteranno insieme, tra isterismi e scambi di ruoli, per riconquistare i propri spazi e riaffermare un’identità strappata. “Alla fine Serena e Francesco condividono sentimenti che rendono tale una coppia: amore, rispetto e amicizia. Sono storie che mi hanno toccato personalmente. Ci piaceva raccontarlo e ci abbiamo giocato. Troppo spesso ci si conforma a un personaggio o a un’idea che gli altri hanno di noi stessi solo per compiacere l’altro o per tenere un posto di lavoro”.

In un Paese che troppo spesso dimentica: “Mi piace ricordare con i personaggi negativi che interpreto che il mondo è pieno di stronzi, – ci tiene a precisare Ennio Fantastichini nei panni di un capo maschilista e bigotto, accompagnato dall’immancabile segreteria servile e devota (Lunetta Savino) che da anni ne asseconda vizi e capricci.
Ma l’Italia di Scusate se esisto è anche quella in cui si torna: “Volevamo raccontare anche ciò che c’è di buono nel nostro paese e dei talenti che nonostante tutto emergono. – spiega Milani –Non sono fra quelli che vede solo il peggio dell’Italia e che crede che tutto sia da buttare”.

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Elisabetta Bartucca

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