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Frank: Vita da outsider

Frank: Vita da outsider

In arrivo nelle nostre sale il 13 novembre la bizzarra commedia musicale diretta dal regista irlandese Lenny Abrahamson, al suo quarto lungometraggio dopo i successi di Adam&Paul, Garage e What Richard Did.

3stelle

Presentato in anteprima lo scorso gennaio al Sundance Film Festival e al Biografilm di Bologna, Frank racconta la storia di Jon (il Domhnall Gleeson di Harry Potter e i Doni della Morte), giovane tastierista e compositore, purtroppo di scarso talento. In seguito a una serie di coincidenze, Jon si trova a sostituire il tastierista di una band di alternative-rock dal nome a dir poco originale e impronunciabile, gli Soronprfbs, il cui leader è Frank (Michael Fassbender, già visto in Prometheus e Bastardi Senza Gloria), carismatico ma allo stesso tempo asociale, instabile, folle e assolutamente geniale, il quale si nasconde perennemente dietro un’enorme testa di cartapesta che non toglie nemmeno per mangiare.
Cosi parte la nuova avventura di Jon, in un capanno nei boschi dove il gruppo si ritira per incidere il nuovo album; ma non sarà tutto semplice per il giovane irlandese: Clara (Maggie Gyllenhaal  de Il Cavaliere Oscuro, Hysteria), in parte aguzzina e in parte badante, è intenzionata a rendergli la vita difficile, come anche  la batterista Nana (Carla Azar) e il bassista francese Baraque (Francois Civil), che non sembrano averlo in simpatia. Intanto il quartetto acquista un notevole successo sui social network, attraverso i quali Jon condivide i loro particolari esperimenti musicali e alcuni momenti della convivenza, tanto da diventare un piccolo fenomeno virale e venire invitati ad esibirsi in Texas al Sound by Southwest. Le cose però non andranno proprio come previsto…
Per creare il personaggio di Frank, Abrahamson si è liberamente ispirato a tre diversi musicisti: Daniel Johnston (definito addirittura il “Van Gogh del rock ‘n roll”), Captain Beefheart (cantante, musicista e pittore), ma soprattutto Chris Sievey, noto cabarettista e musicista inglese, che si esibiva con lo pseudonimo di “Frank Sidebottom” usando un ‘capoccione’di cartapesta.
Una commedia black quasi surreale, con degli spunti di tristezza e drammaticità, in cui Fassbender dà ancora una volta prova di essere un grande attore, adattandosi benissimo al ruolo del genuino, enigmatico e folle protagonista: particolarmente toccante la scena in cui canta da solo in un locale mezzo vuoto dando voce a un malessere interiore nascosto a tutti per anni.
Bizzarra commedia irlandese capace di ridare fiato a un genere che troppo spesso abusa di cliché obsoleti e logori.

Antonella Ravaglia

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La redazione

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