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Vittima degli Eventi: Dylan Dog fan movie

Vittima degli Eventi: Dylan Dog fan movie

Ha debuttato il 2 novembre online il fan movie dedicato a Dylan Dog, diretto da Claudio Di Biagio e scritto da Luca Vecchi, volti noti ormai ai frequentatori delle web series. Da Londra a Roma, l’indagatore dell’incubo più famoso del mondo convince con questa storia e pone le premesse per la realizzazione di una nuova serie.

3stelle

A volte i fan fanno miracoli, e lo dimostra bene l’ultimo tentativo di ridare vita sullo schermo alle avventure del più celebre indagatore dell’incubo Dylan Dog.
Così nasce Vittima degli Eventi, scritto da Luca Vecchi (autore e volto di The Pills) e diretto da Claudio Di Biagio (creatore di Freaks!), fan movie realizzato con due campagne di crowdfunding  e che rende omaggio (e che omaggio!) alla serie di fumetti realizzata a partire dal 1986 da Tiziano Sclavi. Un film unico nel suo genere almeno in Italia,  reso possibile solo grazie alla passione e alle donazioni dei fan.
Non aspettatevi il classico Dylan Dog che indaga tra le strade di Londra. L’Old Boy si muove infatti tra i vicoli di Roma, ricchi di storia e mistero. Un’affascinante e geniale libertà che Vecchi e Di Biagio si sono presi. Con Dylan (interpretato da Valerio Di Benedetto) troviamo anche il suo fedele assistente Groucho (Luca Vecchi), Madame Trelkovsky (Milena Vukotic), l’ispettore Bloch (Alessandro Haber) e Hamlin (Massimo Bonetti).
La storia questa volta è quella di Adele (Sara Lazzaro) che una sera passeggiando per il centro di Roma nei pressi di Castel Sant’Angelo, viene attirata dal pianto di qualcuno. Il fratello cade a terra in preda ad un attacco epilettico e Adele si ritrova davanti una ragazza (con le sue stesse fattezze) che la guarda dritta negli occhi, prima di staccarsi la testa e lanciargliela. Da quella sera, incubi e visioni tormenteranno la giovane, che deciderà di rivolgersi all’investigatore dell’incubo per eccellenza: Dylan Dog.

Vittima degli Eventi ci immerge sin da subito nell’universo di Dylan Dog, dandoci l’impressione di essere all’interno del fumetto stesso. La bravura di Di Biagio e del suo cast tecnico (in primis Matteo Bruno, direttore della fotografia, Michele Modaferri, scenografo, e Federica Scipioni, costumista) sta proprio nel dare vita al fumetto, nel rendere vive le immagini di una tavola. E questo grazie non solo alle inquadrature, ma anche all’uso del colore, ricordando a tratti il grande Dario Argento, capace di rendere tenebroso e inquietante anche il colore più brillante (la scena di Madame Trelkovsky al telefono evoca famigerato tendone rosso che separava le ignare studentesse dell’Accademia di Danza di Friburgo dalla crudele Helena Markos in Suspiria).
Fedele alla serie di Sclavi, Vittima degli Eventi si prende anche delle libertà, ma non perde mai di vista il suo eroe. E in questo un plauso va a Valerio Di Benedetto che, molto probabilmente, ha accettato e affrontato una sfida molto ardua: quella di interpretare un personaggio complesso, fin troppo radicato nella cultura pop internazionale. Nonostante la freddezza in alcune scene, Di Benedetto ne esce a testa alta e rende bene il mistero e il fascino di Dylan Dog regalandoci un’ottima interpretazione nelle scene con Hamlin, la parte più avvincente del film, dove filosofia e cultura pop si incrociano in un dialogo avvincente.
Altra interpretazione da lodare è quella che Milena Vukotic fa di Madame Trelkovski: sublime con la sua “erre moscia” e la sua pettinatura anche quando affronta il fantasma durante la scena della seduta spiritica. Un po’ sopra le righe l’interpretazione di Groucho da parte di Luca Vecchi, che spesso sovrasta Dylan, ma i due insieme ci regalano esilaranti scambi di battute.
Il film, però, non è esente da pecche. In primis il ritmo narrativo: la storia inizia con la velocità giusta, ma dopo pochi minuti, decelera pericolosamente, per poi riprendersi verso il finale con una conclusione affrettata. E poi l’estremo citazionismo mette in tavola tanti elementi, forse troppi, e solo pochi di questi vengono sfruttati. Insomma, ci sono tutte le premesse per la realizzazione di una nuova serie (il finale che richiama l’albo “Golconda!” ne è un esempio). Anche perché Vittima degli Eventi appassiona, coinvolge, piace; certo, farà storcere qualche naso, ma molto meglio questo omaggio che altri.

Augusto D’Amante

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La redazione

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