LOGO
,,

Valentina Lodovini, sexy coatta per Di Gregorio

Valentina Lodovini, sexy coatta per Di Gregorio

Nell’ultimo film del regista di Pranzo di Ferragosto, Buoni a nulla, l’attrice interpreta una seducente impiegata. Ecco cosa ci racconta al Festival di Roma che la ospita con ben tre film.

Sexy, procace e ‘coatta’. Il suo nome è Cinzia, è l’impiegata furbetta che Gianni Di Gregorio affianca a Marco Marzocca nel suo ultimo film Buoni a nulla, presentato al Festival di Roma nelle sezione Gala. E a darle il volto è Valentina Lodovini, che alla kermesse capitolina è presente in ben altri due film: donna di un boss nella Napoli degli anni’80 per I milionari di Alessandro Piva e pin-up da sogno per Tre tocchi di Marco Risi. “Questo film – ci dice – racconta uno spaccato di umanità del 2014” a partire dalla sua eccentrica Cinzia.

Quanto è difficile essere se stessi?
Spesso abbiamo paura di non piacere o di contraddire gli altri. Non c’è costruzione dietro, non lo fai con intenzione ma è così che ognuno di noi tende a sopravvivere fingendo di essere quello che non si è.
E questo succede a tutti, anche ai cattivi del film: ad esempio la direttrice, interpretata da Anna Bonaiuto, alla fine si rivela una donna sola, non è una strega acida. È la solitudine che la porta a essere più chiusa e cinica.

Come è nata Cinzia e come ti ha guidato Gianni nella costruzione di questo personaggio?
Quello che mi piace di Gianni è il suo sguardo non ipocrita e onesto. Con me ha fatto un lavoro straordinario: mentre la macchina da presa era su di lui e Marco, io cercavo Cinzia, la cercavo nel modo in cui messaggiava, negli ammiccamenti, nella maniera in cui si muoveva. E nonostante fosse impegnato a recitare e dirigerci, Gianni ha saputo vedere, è riuscito a cogliere questo momento e ha voluto riprendere tutto. Così è nata Cinzia. Anche la battuta di loro due sulle tette in sceneggiatura non c’era, è venuta fuori improvvisando e io l’ho scoperta vedendola, mi ha fatto ridere un sacco.

Nel film i protagonisti imparano a dire di no. Quanto è importante adattarsi, cambiare la propria natura e quanto invece questo mondo corre più veloce di noi?
L’unica speranza è rimanere fedeli a stessi, tenendo però ben presente che si può sbagliare. Capita a tutti, è umano. Dico sempre: ponderare è meglio che amare. Che per me significa rispetto assoluto verso chi la pensa diversamente da te, perché la diversità è ricchezza; il nostro paese ha una storia straordinaria ed è stato colonizzato da popoli diversi in grado di stare l’uno con l’altro. Oggi abbiamo perso tutto questo insieme alla facoltà di pensiero e alla conoscenza.
Ho avuto un’infanzia molto felice, giocavo con le galline nell’orto e credo che si debba tornare a lasciar fare ai bambini i bambini, e ridargli la possibilità di scoprire il rapporto con gli altri o la bellezza di conoscere il mondo attraverso un libro: sono cose preziosissime!
Un’altra cosa in cui credo è meno lavoro ma per tutti, perché non si risana un paese uccidendone la storia e la cultura, chiudendo aziende, cinema e teatri.

About the author
Elisabetta Bartucca

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top