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Takashi Miike racconta il suo “gioco”

Takashi Miike racconta il suo “gioco”

Sono entusiasti e sorridenti e accennano un breve saluto in italiano: “Buongiorno a tutti!”.
Sono Sôta Fukushi e Hirona Yamazaki, i protagonisti di As The Gods Will, il nuovo film del maestro giapponese Takashi Miike.
Li abbiamo incontrati, insieme al regista e al produttore del film, in occasione della IX Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.
La pellicola, basata su un noto manga giapponese, è stata presentata nella sezione Gala della kermesse romana, regalando momenti di brio e applausi in sala durante l’anteprima stampa.
“Il manga è la storia originale – ha spiegato Miike – in passato molti registi hanno ricevuto stimoli dai manga… Anni fa accadeva addirittura il contrario. L’importante è avvicinarsi alla realtà quotidiana (…). Gli elementi presi non sono tutti classici del manga. Alla fine ad esempio ci sono le matrioske: forza fisica, intelligenza e creatività… queste sono gestite da qualcosa da cui non possiamo scappare, la fortuna, il caso”.
I due giovanissimi attori, per la prima volta in Europa, ci hanno raccontato i loro personaggi ed il modo in cui hanno visto ed interpretato la storia.
Sôta Fukushi si specchia con Shun Takahata (il suo protagonista) e ci piega: “Si parla di uno studente qualunque, non ha nulla di particolare. Nell’originale cartaceo è un ragazzo che immagina di tagliarsi il dito con una bicicletta. Gli imput per la recitazione sono venuti dal manga e nel corso delle riprese”.
Hirona Yamazaki si sofferma, invece, sulla metamorfosi della sua protagonista e del rapporto che ha nella storia con Sôta Fukushi: “Sono amici di infanzia, sono cresciuti insieme. C’è una metamorfosi nella loro relazione. Mi sono ispirata a questo particolare cambiamento”.
Alla domanda se avesse mai pensato di realizzare un film ad Hollywood, Miike ci spiega che in realtà l’idea era quella di girare con una produzione statunitense, rimanendo però in territorio nipponico: “Quest’anno c’è stato un incontro con Tom Hardy, con lui si è parlato di fare un film.
Si pensava ad un film giapponese, con attori giapponesi, ma con una produzione americana. Purtroppo tutto si è bloccato a pochi giorni dall’inizio delle riprese. I punti che voglio sviluppare nella mia cinematografia vanno, comunque, al di là della nazione in cui viene girato. Anche ad Hollywood non cambierebbero”.
Con la speranza di vedere presto la pellicola nella sale del nostro Paese (nessuna distribuzione italiana si è per ora fatta avanti), si aspetta la reazione del pubblico giapponese… Che siamo certi, non deluderà.

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Silvia Marinucci
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