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Joe Dante: “L’Italia recuperi e preservi il suo cinema gotico”

Joe Dante: “L’Italia recuperi e preservi il suo cinema gotico”

Il regista di Gremlins e Salto nel Buio è al Festival del Film di Roma per un omaggio a Mario Bava e agli autori del gotico italiano.

“Trovate il vostro cinema di genere e preservatelo”. Dal Festival Internazionale del Film di Roma si leva l’appello di Joe Dante, il regista culto di Gremlins e Salto nel Buio, che si è presentato nella Capitale per partecipare a una retrospettiva sul cinema gotico italiano. E dopo aver assistito alla proiezione di un’edizione restaurata di Operazione Paura di Mario Bava, il regista (reduce anche dalla passerella veneziana dove aveva presentato il suo Burying the ex) ha voluto dedicare un omaggio a quei film e a quei registi nostrani dei quali è un fan da tempi non sospetti.
“In America – racconta – non sempre eravamo consapevoli che fossero film italiani, visto che spesso venivano firmati con degli pseudonimi. In genere si credeva che fossero film britannici come quelli prodotti dalla Hammer o firmati da Roger Corman. Poi però il film Black Sunday (La maschera del diavolo) di Mario Bava cambiò tutto”.
E Lamberto Bava, figlio del regista che quest’anno avrebbe compiuto 100 anni, conferma l’impressione del collega americano. “All’epoca il cinema era considerato soprattutto impresa. E in Italia ci si rese conto che c’erano forti possibilità di sviluppo all’estero, e per questo che mio padre e altri registi si misero a fare questi film a basso costo e rivolti principalmente ad altri mercati”.
Inoltre, continua Dante, “molti di questi film negli Stati Uniti arrivavano direttamente in televisione e questo fece sì che tanti registi non venissero riconosciuti. Comunque bisogna dire che non tutti i film erano di alta qualità e quindi va fatta una differenza. Molte opere del genere avevano delle luci terribili, delle scenografie terribili, invece autori come Bava, Freda e altri avevano qualcosa di più”.
Non poteva mancare poi un omaggio al volto più famoso di quel cinema, Barbara Steele: “Ci lavorai insieme su Piranha – ricorda Dante – il suo era un ruolo scritto per un uomo ma quando ci fu la possibilità di lavorare per lei lo cambiai subito. Aveva un figlio piccolo e me la ricordo sul set con la carrozzina”. “Donna bellissima, intelligente e che ama l’Italia. L’italiano lo conosce meglio di me!”, ha scherzato invece Lamberto Bava.
Infine, una piccola riflessione sul cinema al giorno d’oggi e sul fatto che comunque non sia più facile fare film: “Una volta c’erano i contratti con gli studios – conclude Dante – ti davano un ufficio, una segretaria ed era anche facile sviluppare i propri progetti. Adesso siamo tutti produttori di noi stessi e passiamo buona parte del tempo a cercare qualcuno che finanzi il film. Per esempio sono in Italia anche per presentare qualche proposta in giro”. Quanto al suo ultimo film ancora nessuna notizia, e un pizzico di ironia, su un’eventuale distribuzione italiana. “La palla è in mano alla produzione e starà a loro trovare un distributore italiano. Ce n’è forse qualcuno in sala?”.

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Marcello Lembo

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