LOGO
,,,

Tomas Milian, il Festival di Roma lo omaggia con un Marc’Aurelio Acting Award

Tomas Milian, il Festival di Roma lo omaggia con un Marc’Aurelio Acting Award

Passo malfermo, camicia scura, un cappello da baseball calcato sulla testa. Tomas Milian, troppo facile chiamarlo Er Monnezza, torna in quella Roma che ha in qualche modo raccontato. Gli anni ora sono 82, 38 ne sono passati da Squadra Antiscippo il film che inaugurò la serie infinita di Nico Gilardi, undici lungometraggi tra farsa e poliziottesco che contano ancora fan innumerevoli, siano essi sinceri aficionados della prima ora o scopritori post-moderni dello stracult.

Torna a Roma dunque, alla nona edizione del Festival Internazionale del Film, per prendersi un Marc’Aurelio alla carriera. Ed è anche un modo per rivivere almeno i primi passi di quella carriera, iniziata in maniera tragica e inconsapevole. “Da ragazzino, avevo 12 anni, assistetti al suicidio di mio padre. Un uomo duro, a cui non ero legato, che temevo. Era un militare che insegnava con la disciplina e non con l’affetto. Entrai in una stanza e lo trovai in alta uniforme, con la pistola in mano. L’alzò, pensai che la mia vita stesse per finire, e invece lui se la puntò al cuore e sparò”.

Negli attimi successivi, continua l’attore, “corsi verso il telefono, per avvertire mia nonna. Trovai occupato e ricordo che lasciai cadere la cornetta in un atto disperato. Più tardi mi resi conto che la mia era una recita, quello era il mio primo ruolo nel mio primo grande film”.

La storia di Milian continua qualche anno più tardi, quando nella Cuba pre Castro, dove l’attore è cresciuto in una famiglia alto borghese, arriva il film La Valle dell’Eden. “Mi immedesimai nel personaggio di James Dean, che non era amato dal padre e allora capii che volevo fare l’attore ma volevo farlo alla grande, volevo andare all’actor studio, dove insegnavano Strasberg ed Elia Kazan”. Ecco maturare la decisione di andare via. “Andai da una mia zia, una ricca intellettuale che finanziava Castro in segreto. Mi disse: ‘Tommy, che genere di ruolo vuoi interpretare, quello dello stronzo ricco, che si sveglia all’una, che va in giro con l’auto di lusso e che va il pomeriggio al club a scegliere la ragazza con cui passare la serata? Se vuoi essere attore devi capire anche cos’è la vita vera”.

L’avventura del futuro Nico Gilardi inizia così. Con un viaggio per Miami, con l’iscrizione ai corsi per imparare l’inglese e con il trasferimento a New York e il provino all’Actors Studio, dove tra 3mila americani, la selezione la passò un giovane cubano che ancora non sapeva cos’era la vita e che ora torna a Roma. “E questo ritorno è la mia resurrezione”, conclude.

About the author
Marcello Lembo

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top