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Maze Runner – Il labirinto: Adolescenti Vs Cattivoni per l’ennesima fine del mondo.

Maze Runner – Il labirinto: Adolescenti Vs Cattivoni per l’ennesima fine del mondo.

Tratto dal primo libro della serie di James Dashner e diretto dall’ esordiente Wes Ball, Maze Runner vede tra i protagonisti Dylan O’Brien, Kaya Scodelario, Thomas Brodie-Sangster, Will Poulter e Patricia Clarkson. In sala dall’8 ottobre.

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Un montacarichi buio e claustrofobico. E’ da qui che cominciano i guai per Thomas (il Dylan O’Brien di Teen Wolf), che una volta uscito si ritrova nella Radura senza ricordare nemmeno il proprio nome. Sarà Alby (Aml Ameen), il leader del gruppo di ragazzi che vive in questo angolo verde, a spiegargli che l’amnesia è normale e passeggera e che per poter sopravvivere in quella che è una prigione a tutti gli effetti, gli abitanti seguono rigidamente delle regole. La più importante vieta a tutti l’ingresso nel labirinto che circonda la Radura, soprattutto di notte per non imbattersi nei mostruosi Dolenti, con la sola eccezione dei Corridori: guidati da Minho (Ki Hong Lee), quest’ultimi mappano ormai da tre anni il dedalo per trovare una via d’uscita.
A complicare le cose arriva la prima ragazza della Radura, Teresa (la Kaya Scodelario di Skins e Scontro tra Titani), la quale non solo ricorda immediatamente il suo nome ma dimostra anche di conoscere Thomas, rivelando frammenti di un passato che potrebbe essere la chiave per aprire la loro prigione.
Dunque, c’è il best seller di Dashner da cui trarre la storia e, pare, addirittura una saga; c’è l’aria di novità portata dal regista fino agli attori; c’è il catastrofismo, la lotta per la sopravvivenza, i colpi di scena, l’ambientazione e gli effetti speciali. Visti gli ingredienti cosi attuali e modaioli, sarebbe lecito aspettarsi un film quanto meno all’altezza dei suoi illustri predecessori ed ispiratori: Il Signore delle mosche, Hunger Games, la serie televisiva Lost. Purtroppo però sullo schermo non succede niente; certo, non letteralmente: come detto, la suspence a tratti fa capolino, gli attori seppur giovani non sono sprovveduti e su rivede anche Patricia Clarkson (Gli intoccabili, Dogville, Shutter Island) nel ruolo della scienziata Ava Paige. Inoltre il labirinto del titolo è davvero spettacolare, evidenziando l’esperienza pregressa del regista Wes Ball, già esperto creatore di effetti speciali ed animazioni in digitale con la sua Oddball. Peccato però che tutto risulti telefonato, anche i (rari) momenti comici; la trita dicotomia tra bene e male, cui si aggiunge quella altrettanto abusata tra innovatori e reazionari, deve essere continuamente rivitalizzata da svolte improvvise della trama e repentine escalation fisiche. Insomma sembra quasi che l’ansia di proporre un prodotto che piaccia a più persone possibile (e che dia vita ad un lucrativo franchise) abbia finito per creare un pastiche che potrebbe non piacere a nessuno.

Guido Curzio

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La redazione

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