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La preda perfetta – A walk among the tombstones: Neeson noir

La preda perfetta – A walk among the tombstones: Neeson noir

Dal 18 settembre in sala il noir firmato da Scott Frank e interpretato da Liam Neeson e ambientato per le vie di una cupa New York pre 11 settembre.

3stelle

L’evoluzione hard-boiled di Liam Neeson dopo Taken si arricchisce di un nuovo capitolo, La preda perfetta – A walk among the tombstones, diretto da Scott Frank, sceneggiatore dal curriculum piuttosto ricco (Out of sight, Minority Report) qui alla sua seconda prova registica dopo l’heist movie Sguardo nel vuoto del 2007. Frank, che ovviamente si occupa anche dello script, decide di adattare per l’occasione il romanzo noir “Un’altra notte a Brooklyn” di Lawrence Block e di riprendere il personaggio di Matt Scudder, ex poliziotto diventato detective senza licenza, che in passato vantava già un’incarnazione cinematografica, quella di Jeff Bridges in 8 Milioni di modi per morire, era l’anno 1986. In questo nuovo exploit in sala l’anti eroe Scudder, funestato da un passato tragico, deve affrontare una nuova discesa agli inferi che prende il volto di due killer spietati che rapiscono e uccidono mogli e figlie di trafficanti di droga. Il tutto sullo sfondo di una New York dai colori smorzati che nel 1999 aspetta con apprensione un millennium bug che non arriverà mai.
L’adattamento di Frank resta sul pezzo e non lascia troppo spazio ai fronzoli, inserendo nella trama del romanzo anche il passato di Scudder, affrontato prima in un prologo e approfondito in un secondo momento, e facendo qualche concessione ai personaggi solo nel raccontare il rapporto tra Neeson e un giovane homeless che ha il volto della stellina dell’X-Factor americano Brian “Astro” Bradley. Un rapporto che richiama quello tra padre e figlio, tra eroe e spalla e anche tra maestro e discepolo e che permette al regista-sceneggiatore di omaggiare pure qualche grande detective del passato.
Per il resto il noir procede rispettando le regole del genere, garantendo un buon ritmo e buoni colpi di scena e presentando personaggi stilizzati ma convincenti (il trafficante-vittima, interpretato dal Dan Stevens di Downtown Abbey, il fratello tossico di quest’ultimo, la coppia di killer) pur riducendo le donne al ruolo di vittime. E alla fine c’è spazio pure per qualche virtuosismo come la scena finale, cadenzata dalla lettura dei dodici passi degli alcolisti anonimi.
In definitiva La preda perfetta è un prodotto di genere realizzato con cura, che sfrutta al meglio la gravitas di Liam Neeson e i cromatismi perfetti sia della fotografia di Mihai Malaimare jr e che delle scenografie di David Brisbin.

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Marcello Lembo

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