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Tartarughe Ninja: dalle fogne con furore

Tartarughe Ninja: dalle fogne con furore

Dal 18 settembre in sala la nuova avventura cinematografica in live action per i quattro rettili adolescenti, mutanti e amanti della pizza e della cultura popolare accompagnati per l’occasione da una rediviva Megan Fox.

2stelle

Tartarughe, mutanti, adolescenti, ninja, mangiapizza e con i nomi ispirati agli artisti del rinascimento nostrano. Detto così suona ridicolo, ammette a un certo punto uno dei personaggi del film, e lo sarebbe pure se il fumetto ideato nel lontano 1984 da Kevin Eastman e Peter Laird – una parodia del più celebre Daredevil della Marvel – non avesse, specie negli anni 90, dato vita a un vero e proprio impero dell’entertainment. Linee di giocattoli, cartoni animati, diari, quaderni, ogni genere di gadget e per finire film, tanti film. Prima una trilogia risalente a quasi venti anni fa, poi un film in cgi nel 2007, adesso questo nuovo Tartarughe Ninja firmato da Jonathan Liebesman, uno che con gli effetti speciali ha una certa dimestichezza, avendo girato pellicole come World Invasion e La Furia dei Titani.
L’ultima impresa di cotanto franchise, la prima sotto il marchio dei nuovi proprietari, la Viacom e il canale Nickleodeon, ci offre un reboot in live action che sfrutta le nuove tecnologie di motion-capture e che cerca di ricreare l’elemento parodistico degli esordi tramite una serie di battute incentrate sulla cultura pop, che si parli di rap o del finale di Lost. E così la storia del leader Leonardo, dello scontroso Raffaello, del nerd Donatello e dell’esuberante Michelangelo, senza dimenticare il maestro Splinter e l’aspirante giornalista d’assalto April, interpretata da Megan Fox, procede con brio grazie alla sceneggiatura firmata a sei mani da Evan Daugherty (Divergent) e dall’accoppiata Josh AppelbaumAndré Nemec (la serie Alias e Mission Impossible: Protocollo fantasma). Purché, ovviamente, non ci si faccia troppe domande, di quelle domande che farebbero cadere a pezzi la sospensione dell’incredulità che dovrebbe sempre accompagnare gli spettatori ai cinecomic e a questo, forse, più degli altri.
Al brio e alle battute, come prevedibile, si accompagna una massiccia dose di azione ed effetti speciali, con il giusto livello di adrenalina e con un occhio al pubblico dei più giovani, e si condisce il tutto con il fascino di una Megan Fox che pure mostra sul volto i segni precoci della chirurgia estetica. Non c’è molto altro da aggiungere, la formula del cinema da popcorn è rispettata con rigore, il pubblico internazionale ha risposto presente e non è difficile immaginare una buona resa anche in Italia.
Mezzo voto in meno per aver concesso poco spazio al talento comico di Whoopi Goldberg, che nel ruolo del capo di April è decisamente troppo sacrificata.

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Marcello Lembo

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