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Antoine Fuqua, da Leone agli action movie

Antoine Fuqua, da Leone agli action movie

Il regista porta in sala ‘The equalizer’ con Denzel Washington straordinario protagonista, ma si prepara anche ad un remake, un film ispirato a ‘I magnifici sette’ di John Sturges. Ma il vero modello resta Sergio Leone, ecco perché…

Denzel Washington ci ha appena detto del suo amore per Sergio Leone. Da dove nasce il suo modo di fare cinema?
Per quel che ricordo sin da ragazzino ho sempre avuto una vera passione per Sergio Leone. Ho sempre guardato tutti i suoi film, trovavo che fossero realizzati in maniera eccezionale, non capivo come fossero realizzati tecnicamente, ma sapevo che mi piacevano. Volevo anche essere Clint Eastwood…

Come nasce questo suo nuovo film?
In realtà e’ stato Denzel a propormi il film. Lui aveva già deciso di farlo e ne abbiamo parlato a lungo insieme. Lui ha aggiunto molti spunti al personaggio. Ghana scelto di essere calvo, di avere un disturbo compulsiva ossessivo, ha scelto queste camice abbondanti che scendevano sui suoi fianchi a sacco, la bustina del The’.. Piccoli dettagli che abbiamo discusso insieme.

Emerge un grande lavoro preliminare con gli attori…
Mi piace parlare molto con gli attori. Faccio molte ricerche sui singoli personaggi e ne parliamo insieme. Però sono anche un grande amante della libertà e dico sempre, alla fine sentiti libero di interpretare, sorprendimi, crea!
Così escono fuori i tic, i tatuaggi, le manie, il passato di un personaggio che non si vedrà nella mia storia, ma servirà a costruirla.

Non ci sono solo i ‘cattivi’, nel suo film anche la polizia non scherza…
Non mi piacciono le istituzioni. Mi piace la polizia, quella che sta per strada, dalla parte del cittadino, per far rispettare la legge. Li rispetto molto, hanno fatto un giuramento, quello di servire il popolo americano. Purtroppo ci sono anche quelli che abusano del potere, quindi li racconto. E’ una sorta di odio/amore il mio.

Come in Training Day L.A. era una giungla, così e’ oggibla sua Boston…
Boston e’ un gran personaggio di questo film. E’ la citta’ di Harward, ci sono vari tipi di mafie in questa città. Italiana, russa, irlandese. Ci sono anche moltissimi operai ed è un posto in cui è facile sparire. Ad esempio vi racconto che uno degli autisti che ha lavorato in questo film era in qualche modo coinvolto in un processo di mafia e ad una settimana esatta dall’ultimo passaggio che mi ha dato verso il set e’ stato trovato misteriosamente morto… Anche questa e’ Boston ed ho voluto raccontarla così com’è.

di Rocco Giurato

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La redazione

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