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The Giver – Il mondo di Jonas: I colori della memoria

The Giver – Il mondo di Jonas: I colori della memoria

In sala dall’11 settembre l’avventura distopica interpretata dal giovane Brenton Thwaites, da Jeff Bridges e da Meryl Streep, ispirata da uno dei romanzi per ragazzi più famosi d’America.

2stelle

Storia di formazione, omaggio al valore dell’emozione e al potere della memoria. Su questi tre solchi si va a inserire il successo del romanzo ‘The Giver’ di Lois Lowry, da vent’anni uno dei libri più amati tra i ragazzini americani e non solo, ma anche uno dei romanzi più odiati da un certo tipo di genitore, tanto che lo si trova spesso ai primi posti nelle liste di libri banditi dalle biblioteche scolastiche. Ora si propone a un pubblico ancora più ampio, grazie all’adattamento cinematografico firmato dallo specialista in thriller Phillip Noyce (Il collezionista di ossa, Sotto il segno del pericolo) e impreziosito da due nomi nobili come quelli di Meryl Streep e Jeff Bridges.

The Giver – Il mondo di Jonas non si discosta troppo dalla ricetta originale quindi, raccontandoci di un mondo all’insegna dell’uniformità la cui apparente utopia nasconde senza troppi sforzi una realtà ben diversa. In questo futuro letteralmente in bianco e nero, dove tutto è preordinato, dove genitori e figli vengono assegnati arbitrariamente e dove l’emozione è sedata da iniezioni quotidiane, si muove Jonas (il giovane Brenton Thwaites) a cui viene assegnato il compito di apprendista del donatore di memorie (Jeff Bridges), ovvero la persona incaricata di custodire i ricordi del passato. Ed è proprio questo apprendistato a segnare il percorso di ribellione di Jonas che scopre a poco a poco i colori del mondo, prima quelli dolci dell’amore poi quelli cupi della guerra e della violenza, un percorso di crescita e di consapevolezza da cui non si può tornare indietro.

A livello di trama The Giver impacchetta una nuova storia distopica che all’uscita del romanzo, 1993, sarà stata senz’altro più dirompente ma che nell’anno 2014 segue la scia di tanti film e libri simili dedicati a un pubblico più giovane, The Hunger Games su tutti. Eppure da una sequenza di eventi la cui forza è un po’ smorzata dalla consuetudine emergono dei passaggi più affilati, che fanno sì che la ribellione di Jonas prenda di mira tutti gli esponenti dell’ordine pre costituito, siano essi quelli che tirano le fila del potere (Meryl Streep) oppure, meno scontato, una coppia di genitori che si rivelano ingranaggi di una macchina soffocante e omicida (Katie Holmes e l’Alexander Skarsgård della serie True Blood). Tutto sommato i primi 75 minuti scivolano via senza intoppi anche se con un minimo di prevedibilità. Ma è nel finale che la sceneggiatura dell’autore teatrale Michael Mitnick e di Robert B. Weide fa un po’ acqua, con qualche personaggio che si converte forse troppo all’improvviso e una soluzione della vicenda un po’ facile e che potrebbe vanificare anche la professionalità di Noyce e il piglio discreto degli attori (da Thwaites e Bridges fino alla popstar Taylor Swift) che si impegnano nonostante una divisione tra buoni e cattivi che sfiora i limiti del manicheismo.

Marcello Lembo

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