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Quel momento imbarazzante: Omertà, superficialità e tanti guai

Quel momento imbarazzante: Omertà, superficialità e tanti guai

Un  “disimpegno sentimentale”  questo lavoro firmato da Tom Gormican, che unisce la “miglior gioventù hollywoodiana” del momento a vicende paradossali.

3stelle

 

 

Commedia particolare, non propriamente comune e a tratti sofisticata – una Manhattan algida composta da astrattezza metropolitana fuori dal normale. Quel Momento Imbarazzante è una sorta di “viva documentazione” della generazione contemporanea, priva di valori e basata essenzialmente sul disimpegno e sulla totale superficialità. Per rappresentare questa “categoria”  il buon Gormican sceglie come protagonista assoluto del suo lavoro Zac Efron che veste i panni di Jason, playboy filo-borghese, accompagnato da un cast giovane e scalmanato – Miles Teller da una parte e Michael B. Jordan dall’altra – succube e viziato dalla  forte personalità dello stesso protagonista.
Altra particolarità del film è la scelta di contrapporre al terzetto maschile un duo femminile non propriamente idilliaco – Imogen Poots e Mackenzie Davis – che compensa nei caratteri in tutto e per tutto.
In un excursus altalenante, ne emerge una totale omertà fra le parti  che comporterà bizzarre situazioni ed inevitabili equivoci. Un lavoro asciutto ma diretto, la semplicità con cui si affrontano le vicende sfruttando un trauma sentimentale ben definito è a tratti agghiacciante. La “nascita” di una linea comica filo-demenziale e volutamente superficialeultimo testimone Don Jon di Joseph Gordon-Lewitt –  utile nel criticare certo “disamore relazionale” odierno, è sicuramente una giusta progressione per questo periodo storico cinematografico sempre più povero di creatività e infarcito da medio-progressismo.  Gormican con Quel momento imbarazzante si diverte e fa divertire – giocando con quei connotati discutibili che caratterizzano la società di oggi.  Il fatto di “vestire” i personaggi in maniera kitsch, dimostra come Gormican ripudi con salace ironia la modalità di vivere della gioventù contemporanea, ridicolizzandola ai massimi e cercando di “ripristinarla” ad uno status più congeniale e meno superficiale. L’impiego di Efron risulta essere totalmente azzeccato. Una provocazione impiegare attivamente in questo lavoro il giovane attore californiano.

Alessio Giuffrida

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La redazione

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