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Poe-Pieces Of Eldritch: La Conclusione Di Una Trilogia D’annata

Poe-Pieces Of Eldritch: La Conclusione Di Una Trilogia D’annata

Si conclude con questo capitolo la celebre trilogia incentrata sulla figura dello “scrittore maledetto” Edgar Allan Poe. Un lavoro corale con i connotati decisamente grotteschi già visti nei due precedenti capitoli. 

3stelle

La prima annotazione da fare sul terzo capitolo di questa “maledetta” trilogia è il chiaro passo in avanti compiuto sul piano prettamente professionale. P.O.E. Pieces of Eldtritch infatti, nonostante sia un lavoro sostanzialmente indipendente, risulta essere – a differenza dei due predecessori – un lavoro più limato nei dettagli, reso decisamente più appetibile per il pubblico del “grande schermo”.  Anche qui c’è una coralità di intenti particolare, ognuno mostra attraverso la sua metrica storie o vicende tratte da racconti del celeberrimo scrittore che ha caratterizzato un’epoca letteraria. Ma questa volta l’intera conduzione narrativa cambia. Anzitutto la particolarità di questo capitolo è costituita dall’inquietante figura di un “narratore cimiteriale” –  interpretato dall’attore Venantino Venantini – intento a presentare da uno studio televisivo decisamente vintage i vari episodi che strutturano il film.
Da segnalare poi la presenza – in un episodio del film – di Frank LaLoggia protagonista di un’interpretazione a dir poco diabolica, simile ad un personaggio di Mario Bava.  Gli episodi, nonostante siano elementi di un unico lavoro, risultano essere totalmente indipendenti fra loro. Un plauso va all’episodio di Ricky Caruso – regista di Naftalina – che con la sua solita metrica registica, offre un lavoro disturbante e spietato, “contaminato” da uno pseudo-erotismo malsano e decisamente scorretto. Prova magistrale anche quella di Edo Tagliavini – regista di Bloodline e già presente nei due precedenti capitoli della trilogia – artefice di un lavoro macabro ma dai chiari spunti riflessivi. Buone le prove di Alessandro Redaelli, che con il suo episodio – piccola ispirazione a Dogville – si cimenta in una rappresentazione della “Morte Rossa” decisamente originale, e di Domiziano Cristopharo che come al suo solito offre un lavoro ottimale sul piano tecnico, con una raffigurazione contemporanea de “Il Barile di Amontillado”.  Passabile invece il lavoro di Mirko Virgili, che in qualche modo col suo episodio rievoca vagamente quei lavori “alchemici” perduti e da poco riscoperti. Da rimandare assolutamente Francesco Campanini, che presenta un lavoro totalmente blando aggravato da prove recitative assolutamente insufficienti. Nonostante certi dislivelli questo P.O.E. Pieces of Eldtritch è la miglior conclusione di una trilogia che sicuramente ha lanciato una nuova soluzione sul piano “registico” nel panorama di genere underground. Chissà se però sarà realmente il capitolo conclusivo…

Alessio Giuffrida

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La redazione

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