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The dark side of the sun: malattia e mondi paralleli

The dark side of the sun: malattia e mondi paralleli

Arriva in 12 città italiane The dark side of the sun, mix di film di animazione e documentario che racconta l’universo parallelo dei bambini affetti da xp, malattia rara che non permette l’esposizione ai raggi del sole. In sala dal 19 giugno.

3stelle

Tre anni impegnati in un progetto ambizioso, perché per raccontare la xp non basta nascondersi dietro un obiettivo, bisogna capovolgere la propria prospettiva, imparare a vivere la notte. The dark side of the sun non è solo un documentario e non è solo un film d’animazione, è prima di tutto un pezzo di vita del regista Carlo Shalom Hintermann e del produttore Daniele Villa che hanno voluto raccontare l’incontro con Dan e Caren Mahar, fondatori della Xp Society e dell’esperienza di Camp Sundown.

La xp, o xeroderma pigmentosum, è una cossidetta malattia rara, una deficienza corporea che impedisce alle cellule di riparare i danni prodotti dai raggi uv, luce del sole in primis. Per le persone affette da questa sindrome, che vengono spesso colpite, sin dalla giovane età, da tumori alla pelle, è di fatto quasi impossibile vivere alla luce del giorno. Dan e Caren, sono i genitori di una ragazza malata di xp e sono loro i fondatori di Camp Sundown, un campo estivo dove i bambini affetti da xp possono conoscersi e socializzare a discapito di una malattia che va a colpire anche questo aspetto.

Il documentario, l’esperienza, di Hintermann non dimostra solo enorme sensibilità nella narrazione, ma si scopre anche di grande difficoltà tecnica visto che le stesse luci di scena avrebbero potuto nuocere ai veri protagonisti del film. Ecco quindi che le inquadrature si riempiono di penombre che diventano teoria estetica oltre che raffigurazione del reale.

Delicata anche la scelta di affiancare al racconto verità una parte animata, scritta insieme ai bambini di Camp Sundown, e sviluppata dal regista Lorenzo Ceccotti. Ispirata all’estetica giapponese del maestro Hayao Miyazaki ma realizzata più con tecnica televisiva che non cinematografica (i disegni sono per lo più fermi, e a cambiare sono le inquadrature), questa sezione colorata nasconde in sé uno spirito documentario perché ci aiuta con merito ad addentrarci in un mondo, un immaginario notturno e parallelo che proprio gli affetti da xp hanno imparato a fare loro grazie anche all’esperienza di Camp Sundown. Ecco allora che sulla scena compaiono le versioni animate dei ragazzi raccontati ma anche animali notturni (come il tasso doppiato da Leo Gullotta) o personaggi di fantasia (come il Padre Notte a cui presta la voce Pino Insegno).

Marcello Lembo

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