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Hintermann: L’epica al rovescio di The Dark Side of the Sun

Hintermann: L’epica al rovescio di The Dark Side of the Sun

The dark side of the sun era stato presentato al Roma Film Festival nel 2011 e in altre kermesse in giro per il mondo, da giovedì 19 giugno arriva finalmente in sala in 12 città italiane e in edizione doppiata. Nasce tutto da un’idea di Carlo Shalom Hintermann che ha passato tre anni a stretto contatto con la realtà di Camp Sundown, il campus estivo dove ogni anno si raccolgono i bambini affetti da xp, xeroderma pigmentosum, una rara malattia che impedisce alla pelle di riparare i danni causati dai raggi uv e che di fatto rende pericolosa qualunque esposizione alla luce del sole e non solo.

Da questa esperienza ne è stato ricavato un documentario che al suo interno ospita dei frammenti di film di animazione che seguono una storia creata proprio dai bambini del campo. “Per tre anni abbiamo seguito la vita di Camp Sundown – spiega il regista – e lo abbiamo raccontato nonostante grosse difficoltà tecniche. Ad esempio abbiamo dovuto creare insieme a un’azienda italiana, la Tecnolight, delle luci di scena che non rappresentassero un pericolo per i ragazzi. Però dovevamo anche dare qualcosa e abbiamo portato l’esperienza dei workshop da cui è nata la parte animata del film”

Lo sa bene Lorenzo Ceccotti, che nel film ha diretto proprio le parti animate. “La cosa che mi ha colpito di più è che i bambini di solito disegnano una casa col sole. A Camp Sundown disegnano la luna, le stelle e gli animali notturni. Partendo da questo abbiamo creato un’epica al rovescio e da lì il lavoro è stato tutto in discesa”.

Quello che non è stato in discesa è stato invece il reperimento dei fondi. Il film è costato 400mila euro. Ma alla fine i fondi sono arrivati, fondi europei ma anche finanziamenti da parte di televisioni danesi, finlandesi e giapponesi. E proprio in Giappone sul film hanno fatto uno speciale in tv. “E ho avuto l’onore di essere definito in diretta tv il Totoro italiano e questo non sarebbe successo senza il talento di Lorenzo”, ricorda con un sorriso Hintermann.

Il riferimento è al personaggio del film di Hayao Miyazaki. E i paragoni con l’opera del grande animatore giapponese si sono sprecati. “È vero – conferma Ceccotti – ci siamo ispirati a lui. Ma più che ai suoi film alla serie animata Conan, il ragazzo del futuro, da cui abbiamo preso in prestito molte tecniche”.

La novità di questa edizione italiana che esce al cinema un anno e mezzo dopo è ovviamente il doppiaggio che vede coinvolti nomi noti, tra cui Leo Gullotta e Pino Insegno. “Io sono vicino da anni al mondo dei malati – racconta Insegno – e so che non è il gesto a fare la differenza. Se in ospedale viene Totti che ti dà la maglia della Roma, o Sharon Stone che ti dà un bacio sulle labbra, la prima cosa che un malato pensa è: sto per morire. Ai bambini, ma soprattutto a chi gli sta accanto, bisogna fare sentire la propria presenza e fare sentire la normalità”.

Annuisce Hintermann che svela un retroscena. “Tutte le associazioni fanno una fatica incredibile per vivere. E lo stesso vale per la XP Society fondata da Dan e Caren Maher, i genitori di una bambina affetta da Xp, che hanno creato Camp Sundown. Eppure lì la prima cosa a cui si pensa è quello di creare un ambiente intimo e sereno anche a discapito di una medialità che sarebbe utile dal punto di vista finanziario. E lo stesso vale per me. Fui contattato dalla Bbc che mi propose di comprare il soggetto del documentario per una somma senz’altro importante. Ma volevano essere loro a dirigere il film. Io avevo passato tre anni con queste persone, erano una parte della mia vita e ho rifiutato, non ho accettato di vendere una parte della mia vita”.

Marcello Lembo

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