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Nuovo film a Lampedusa per Gianfranco Rosi

Nuovo film a Lampedusa per Gianfranco Rosi

Il regista, Leone d’Oro con Sacro G.R.A, sbarca sull’isola con un nuovo progetto targato Rai Cinema e Cinecitta’ Luce. Il nuovo film partirà il prossimo settembre ed ha un plot ancora molto nebuloso, ma una cosa e’ certa: “I lampedusani saranno protagonisti assoluti e non comparse”.

Gianfranco Rosi girerà il suo nuovo film a Lampedusa. Il cinema del reale del documentarista, Leone d’Oro con ‘Sacro G.R.A‘, sbarca a Lampedusa con un nuovo progetto che partirà il prossimo settembre.
Niente anno sabbatico dunque, come lo stesso Rosi ci aveva raccontato a caldo, subito dopo essere stato premiato alla Mostra di Venezia.
Ma come nasce questo nuovo progetto?
Nasce a gennaio, dopo un viaggio per i sopralluoghi di un cortometraggio che mi era stato commissionato da Istituto Luce. Mi sono subito reso conto che sarebbe stato impossibile raccontare quella complessità di storie in soli dieci minuti. Ci voleva un film, ed e’ quello che faremo. Questo significa trasferirci sull’isola, viverla, conoscerla, capirla in punta di piedi e poi provare a raccontarla. Senza le loro storie i lampedusani rischierebbero di essere solo delle comparse”.
Rosi e’ noto per il suo metodo meticoloso nella documentazione, quindi è naturale un minimo di preoccupazione da parte dei produttori, come lui stesso sottolinea, scherzandoci su: “Al momento quel che e’ certo e’ solo che so quando comincerò a lavorare a questo nuovo progetto, ma non so assolutamente quando finirò e quale sarà il risultato… So che voglio raccontare la quotidianità dei lampedusani e non solo la loro eccezionalità, per questo ringrazio fin d’ora Rai Cinema e Istituto Luce per la fiducia e la carta bianca. E’ il solo modo che conosco per raccontare storie”.
Ma con quali aspettative il documentarista Leone d’oro affronta questa nuova sfida? “Io dico sempre che ogni nuovo film può essere l’ultimo – sottolinea il regista – nel senso che si sa quando si parte e non si sa quando si arriva, so che ho una grande eccitazione intellettuale per questa sfida, e da settembre prenderò casa sull’isola e comincerò a vivere da lampedusano, provando insieme agli isolani raccontare quella realtà. Oggi ci tengo a dire che sicuramente il titolo non sarà Mare Nostrum, un titolo provvisorio, scritto di getto ma non rispondente al mio modo di pensare oggi questa storia”.

Di Rocco Giurato

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La redazione

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