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Mommy: Dolan e la sua commedia dolente

Mommy: Dolan e la sua commedia dolente

Enfant prodige della cinematografia mondiale il venticinquenne canadese si segnala prepotentemente per un posto nel palmares di Cannes con una personale commedia della vita.
Maiuscole le interpretazioni dei protagonisti, Anne Dorval, Antoine-Olivier Pilon e Suzanne Clément.

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Fa bella mostra di se nel concorso di Cannes Mommy, del talentuoso regista canadese Xavier Dolan. Si tratta di un film molto intenso che osserva le dinamiche esistenziali di una madre single alle prese con un figlio con disturbi dell’adattamento, la cosiddetta sindrome dell’ADHD.
Provincia canadese, un disperato bisogno di normalità, la consapevolezza di avere sulle spalle un peso troppo grande anche per una volontà granitica come quella della protagonista (una bravissima Anne Dorval), tutto questo nelle sapienti mani di un venticinquenne di talento diventano commedia della vita.
Mommy si distingue per un uso sapiente della musica, non solo accompagnamento ma vero e proprio elemento evocativo, sofisticato intreccio di immagini ed accordi che sfruttato da un ragazzo cresciuto a pane e videoclip sortisce un risultato insieme commovente e divertente.
Già, perché le violente crisi e l’aggressività inarrestabile del protagonista (Antoine-Olivier Pilon), l’andirivieni dell’ufficiale giudiziario o degli assistenti sociali, lasciano il posto a siparietti divertenti e connotati da una vitalità e un desiderio di libertà che lasciano senza parole.
Non ci sono ‘lezioni’ o lezioncine nel lavoro di Dolan, quante ne potrebbero del resto contenere i suoi 25 anni… (accompagnati da presenze importanti nel circus dei festival internazionali, da Les Amours imaginaires – Un Certain Regard 2010 – Laurence Anyways – Un Certain Regard 2012 – e ‘Tom à la ferme’ in Concorso a Venezia 2013).
Quello che emerge da un lavoro interessante sulle immagini, costruito su una inquadratura ‘da smartphone’ che ‘si apre’ man mano che le dinamiche mentali del protagonista si fanno più chiare e comprensibili allo spettatore, è la capacità di avvicinare un argomento importante e dolente, senza mai scadere nella carità pelosa, nel pietismo e nella compassione. Chapeau.

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La redazione

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