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Italo barocco: la storia del cane Italo diventa un film

Italo barocco: la storia del cane Italo diventa un film

Lo hanno definito il ‘Belle & Sebastien italiano’ per l’amicizia straordinaria che legherà un bambino a un cane randagio sfidando qualsiasi pregiudizio della piccola comunità in cui i due impavidi personaggi si ritroveranno a vivere quest’avventura. Il suo percorso che lo porterà in giro per il mondo , in attesa di un’uscita nella sale, è cominciato in Canada lo scorso aprile alla 32° edizione dell’International Film Festival for Youth di Vancouver.

Si chiama Italo Barocco ed è l’opera prima della giovane regista Alessia Scarso. Nel cast Marco Bocci, nei panni di un affascinante sindaco vedovo, alle prese con una piccola città barocca siciliana terrorizzata dalla presenza dei cani randagi e con un figlio da crescere da solo. Al suo fianco Elena Radonichich, impacciata ed affascinante maestra, e Barbara Tabita, esuberante ed esplosiva consigliere comunale.

Ma la vera star è lui, Tomak, il cane – attore che presta il volto a Italo: ha 8 anni e fa parte della Mp Dog Star di Massimo Perla, il più famoso addestratore di cani in Italia, ad accompagnarlo sul set Carolina Basile, una delle addestratrici della scuola romana. Non è la prima volta che la vita di Tomak incrocia quella del grande schermo – in passato era già apparso in altri film, con Verdone e Muccino – ma qui è alla sua prima volta da protagonista assoluto.

Alla base una storia vera, quella di un cane randagio ribattezzato Italo, che dopo le iniziali diffidenze del paesino di Scicli, in Sicilia, riuscì a conquistare prima l’affetto di un bambino e poi quello di tutti gli abitanti del posto diventando una vera e propria star.
Un racconto corale alimentato dagli intrecci e dalle vite quotidiane dei vari protagonisti, un film  “di sentimento” come lo ha definito lo stesso Bocci, “una commedia low budget che nonostante i costi ridotti ha delle potenzialità di scrittura enormi e puoi riuscire ad essere anche un film da botteghino”. Noi non possiamo che incrociare le dita e sperare che Italo barocco trovi al più presto una distribuzione.

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La redazione

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