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Devil’s Knot – Fino a prova contraria: Un colpevole a tutti i costi

Devil’s Knot – Fino a prova contraria: Un colpevole a tutti i costi

Atom Egoyan torna sul grande schermo con un delicato fatto di cronaca avvenuto negli Stati Uniti negli anni Novanta. Tra documentario e fiction, il regista affronta una storia complessa e a tratti confusa. In sala dall’8 maggio.

3stelle

Era il 6 maggio 1993, quando a West Memphis, cittadina dell’Arkansas, furono rinvenuti i corpi di tre bambini scomparsi: nudi, legati con i lacci delle loro scarpe e selvaggiamente picchiati. Ben presto questo caso si trasformerà nel più grave errore giudiziario nella storia degli Stati Uniti. Conosciuto come la storia dei “tre di West Memphis”, questo irrisolto caso di cronaca nera finì per suscitare non poche polemiche nell’opinione pubblica statunitense, soprattutto per come si erano svolte le indagini, ed era inevitabile che catturasse anche l’attenzione di numerose celebrità, come Winona Ryder, Peter Jackson, Eddie Vedder e Johnny Depp. Oggi, dopo i due documentari realizzati dalla HBO e quello prodotto da Jackson (West of Memphis), tocca a Atom Egoyan riportare sul grande schermo i tragici fatti di quel 6 maggio, di cui ancora oggi non si conosce il colpevole.
Dell’omicidio vennero accusate tre persone: Daniel Echols (da poco maggiorenne), Jessie Misskelley e Jason Baldowin (adolescenti all’epoca dei fatti). Ragazzi che in città erano guardati con sospetto: vestivano di nero, ascoltavano musica evil metal e parlavano di occultismo. La voglia di trovare al più presto un colpevole da parte della comunità in cui vivevano e l’accusa di praticare sacrifici umani in riti satanici, avrebbe portato Echols ad essere condannato alla pena di morte, mentre Misskelley e Baldowin se la sarebbero cavata con una condanna all’ergastolo. Il tutto accadeva senza una minima prova del coinvolgimento dei tre nel brutale omicidio.
Egoyan parte da qui per realizzare una pellicola, Devil’s Knot, che oscilla tra il documentario e la fiction: da un lato vuole ricostruire nel modo più obiettivo possibile i fatti, dall’altro, invece, punta il dito contro l’ottusità della provincia americana, che nella lotta tra bene e male ha assoluto bisogno di trovare un colpevole, anche quando non ci sono prove che lo inchiodino.
A Egoyan va senz’altro il merito di aver trattato l’argomento con un profondo rispetto per le vittime di questo caso (non solo i bambini uccisi, ma anche le loro famiglie e, soprattutto, i tre indagati), permettendo al pubblico di lasciarsi coinvolgere a livello emotivo. Non aspettatevi, però, quella suspense tipica del genere.
Egoyan confeziona una storia semplice (forse troppo), senza eccessivi fronzoli e seguendo solo l’evoluzione dei fatti. Anche la presenza di interpreti come Reese Witherspoon (sensazionale nel ruolo di Pam Hobbs, madre di una delle vittime) e Colin Firth (un po’ algido nei panni del detective Ron Lax) non attenua la confusione che il film ripropone, confusione che non è data dalla sceneggiatura, ma dalla vicenda vera e propria. La pellicola non porta a nessuna risoluzione (ovviamente), ma permette di porsi domande ben profonde sulla natura di casi di cronaca nera così delicati come questo: che ruolo hanno i vari personaggi? Cosa è disposta a fare una piccola comunità di provincia per eliminare alcuni suoi membri non ben inquadrati? Come ci rapportiamo verso qualcuno o qualcosa che è totalmente diverso da noi, dal nostro modo di vivere? Nessun approfondimento, tutto è scarno ed essenziale.
Devil’s Knot – Fino a prova contraria è sicuramente destinato a essere apprezzato per questo, ma rischia anche di finire ben presto nel dimenticatoio.

Augusto D’Amante

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La redazione

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