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Nymphomaniac – Volume 2: Minestrone in salsa piccante

Nymphomaniac – Volume 2: Minestrone in salsa piccante
Il secondo volume della spericolata impresa firmata da Lars von Trier segna un decisivo passo indietro rispetto al pur non esaltante Volume I.

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La versione del lavoro di Lars von Trier presentata nelle sale italiane è frutto di una riduzione autorizzata dallo stesso regista rispetto alla versione originale, riduzione poi suddivisa a sua volta in due parti per ragioni distributive.
E’ quindi chiaro che si tratta in ogni caso di un unico film, ed infatti il Volume II riparte da dove si era concluso il primo “blocco”.
Nonostante questa evidente continuità narrativa nel Volume II c’è un cambio di registro piuttosto marcato che se da un lato conduce lo spettatore nelle zone più estreme e “hard” dell’esperienza ninfomane, dall’altro mostra tutti i limiti di un’operazione artefatta o forse più semplicemente non riuscita.
Infatti, i nuovi capitoli della pedante lezioncina di sesso e psicologia a buon mercato impartita dal Nostro, diventano via via sempre più grotteschi, surreali, infarciti di nozionismo da Bignami, e nello spettatore ben presto la curiosità lascia spazio alla noia, l’ironia al senso del ridicolo, e lo stimolo riflessivo al vero e proprio fastidio.

Tra apparizioni mistiche da orgasmo spontaneo ed estenuanti esplorazioni nel terreno sado-maso, trovano posto l’esperienze omosessuali della protagonista (che grande provocazione!), le confessioni verginali del suo padre confessore e come se non bastasse una scivolata piuttosto disgustosa sul tema della pedofilia…
A compimento di tutto questo trionfo del minestrone piccante, arriva un finale thriller che ancora una volta non si capisce se è volutamente comico o soltanto maldestro.
Tirando tutte le dovute somme, semmai avesse avuto un senso per il pubblico, sarebbe stato meglio fermarsi al primo volume per quanto incompleto piuttosto che rivelare la fragilità di un lavoro che sa molto di commerciale e poco di creativo.
Caro Lars, le bugie avranno pure i falli lunghi ma hanno sempre le gambe corte.

Paolo Piccioli

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Paolo Piccioli

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