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The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro: Supereroi ad alta tensione

The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro: Supereroi ad alta tensione

Dal 23 aprile torna per una nuova avventura l’Uomo Ragno in versione adolescenziale interpretato da Andrew Garfield ed Emma Stone. Tra voli mozzafiato e un trittico di nuovi nemici.

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Il modello Avengers dà i suoi frutti e comincia a fare proseliti e così nasce una nuova era anche per Spider-Man. Il supereroe tessiragnatele creato in casa Marvel (ma che al cinema è gestito dalla Sony) si appresta a seguire l’esempio dei colleghi e a dare vita a un universo cinematografico espanso, composto da almeno altri cinque film, che inizia proprio da questo secondo capitolo, The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro.
Uscito a due anni di distanza dal film precedente che aveva cancellato la trilogia dell’accoppiata Sam Raimi-Tobey Maguire, sostituendola con le imprese dei più verdi Marc Webb e Andrew Garfield, il Potere di Electro ripropone il mix di azione, effetti speciali e commedia adolescenziale che aveva caratterizzato il suo predecessore, puntando però sui primi due elementi e lasciando più sullo sfondo il terzo.

Messe da parte le origini tragiche dell’eroe il Peter Parker di questo film può concentrarsi di più sui voli e sulle piroette della sua vita da supereroe, senza rinunciare alle situazioni venate di comicità che rappresentano sin dagli anni 60 la cifra della sua vita fumettistica. In questo senso Webb (che prima dell’Uomo Ragno si era dedicato ai videoclip e alle commedie) mostra una buona vena nella gestione delle scene action che – pur nella caciara – si seguono con grande scioltezza e usa con giudizio un apparato di effetti speciali di prim’ordine garantito da un budget di oltre 200 milioni.

Il regista trae anche il meglio dalla sinergia tra i due protagonisti, Garfield ed Emma Stone (coppia nella vita reale) per quel che riguarda il gioco delle schermaglie amorose e del lascia e piglia, che pure è un classico del personaggio, anche quando sulla scena non c’è la fidanzata storica di Spider-Man, la rossa Mary Jane ma la bionda Gwen Stacy.
Ma dove il Potere di Electro perde qualcosa è in realtà proprio sul fronte dei cattivi, che nei film di supereroi sono sempre una colonna portante. In questo caso sono tre – quello del titolo interpretato da Jamie Foxx, l’Harry Osborn incarnato da Dane DeHaan e il Rhino versione Paul Giamatti – ma potrebbero non valerne neanche uno. Il primo sembra uscito dai film di Batman degli anni ’90, perso com’è tra un’origine a metà fra favolistico e grottesco e un aspetto (che pure ha richiesto per la realizzazione il contributo di 150 tra esperti in effetti speciali, concept art e trucco) che sa di già visto. Gli altri due, vuoi per il poco spazio sullo schermo (Giamatti), vuoi per una storia raccontata con una certa fretta (Dehaan) non riescono a incidere condannando il film a un’alternanza di momenti epici – ed emotivamente probanti – e di passaggi che lasciano l’amaro in bocca e lo scetticismo in testa.

Un equilibrio sospeso quindi che forse avrebbe richiesto qualche soluzione più originale in fase di design e un po’ di labor limae sulla sceneggiatura, firmata da Alex Kurtzman, Roberto Orci e Jeff Pinkner (Star Trek, Transformers e in tv Alias) con la collaborazione di James Vanderbilt (autore del primo episodio al soggetto).
Una menzione particolare va infine alla colonna sonora realizzata dal solito Hans Zimmer in collaborazione con il super gruppo The Magnificent Six, formato tra gli altri da Pharrell Williams e dal chitarrista degli Smiths Johnny Marr, che inserisce momenti da opera rock nella struttura di una colonna sonora tradizionale, mescolando agli archi, le chitarre, l’elettronica e a volte il cantato di Williams in un mix d’avanguardia che speriamo trovi un seguito anche nei prossimi film.

Marcello Lembo

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