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Camilleri e Pif: Generazioni lontane unite da Sciascia e Volontè

Camilleri e Pif: Generazioni lontane unite da Sciascia e Volontè

Petruzzelli tutto esaurito per la lezione conclusiva del Bif&st. Sul palco lo scrittore ed il giovane autore incantano la platea con un botta e risposta su cinema, letteratura e mafia….
Da Camilleri arriva anche un affondo alla ‘polizia violenta’, “quella che prende un ragazzo e lo piglia a botte fino a che muore”. Il riferimento evidente è per i casi Cucchi, Uva o Aldrovandi e il Maestro conclude: “Bisognerebbe cacciare e mandare in galera subito i responsabili”.

Camilleri, cominciamo con un ricordo di Volontè, di cui è stato grande amico…
Ricordo che lavorai con Gian Maria alla radio. Era una riduzione di Pirandello, ‘I vecchi e i giovani’, la sua capacità vocale era straordinaria come poi sarebbe stata la sua faccia al cinema. era un adeguamento della voce al personaggio. Malgrado la differenza di eta diventammo amici, molto amici. Nel 1968 quando il centro sperimentale venne occupato lui mi chiese di insegnare al centro e io lo feci fino al 1970.

E su Leonardo Sciascia cosa ci racconta, da amico…
Posso raccontare che da dirigente Rai lo invitavo a scrivere uno sceneggiato per la tv in cui lo invitavo a raccontare un delitto di mafia, il primo, che coinvolgeva la mafia, la politica e la finanza, cose abbastanza attuali…
Leonardo mi rispose di no, ci sarebbe voluto tanto per documentarsi…
Avevamo tante cose in comune, eravamo sotto il segno di Pirandello, che era nato anche lui ad Agrigento, mi portò un manoscritto alla Sellerio e così cominciò la mia carriera letteraria.
Litigavamo molto perché i veri amici litigano, se no che gusto c’è. Ancor oggi quando sento le batterie scariche , prendo un libro di Leonardo, leggo tre pagine e mi ricarico. Vado dall’elettrauto Sciascia.

Tra gli aneddoti di questa amicizia?
Una volta Guttuso, chiamò sciasciua e andarono a trovare Berlinguer durante il sequestro Moro. Lo trovarono distrutto dal sospetto di un connubio tra kgb e Cia, un colpo mortale al compromesso storico.
Leonardo da questo incontro scrisse un articolo sul Corriere della Sera. Berlinguer dovette smentire e Guttuso fu chiamato in causa per smentire. Ed infatti smentì. Insulti, grida, amarezze…
fino al natale successivo, quando al messaggio di auguri di Guttuso Leonardo disse, ‘questo vuole la botte piena e la moglie ubriaca’.

Pif, tu con chi hai litigato?
Con un mio amico concessionario di auto sull’utilizzo dell’airbag…
E per quanto riguarda gli aneddoti vorrei dire che Il Gattopardo ci ha fatto male, siamo rassegnati, gioendo interiormente per il fatto che qualcuno di grande lo ha scritto e noi possiamo pensare.

Pif, cosa vorresti chiedere al Maestro Camilleri?
Beh per prima cosa vorrei dire che anche io sono stato contento di aver lavorarti con Volontè…
ah, no…
Anche con Sciascia…. ah no!!
Più seriamente la mia generazione di quarantenni è molto meno affascinante, abbiamo un po tutti credo la sensazione di essere arrivati tardi, quando il divertimento è appena finito.

Maestro è davvero così?
Non lo so, non credo, penso che il tempo cambia, le cose cambiano, le generazioni cambiano, fa parte della vita.

Qual è secondo lei il rapporto tra letteratura e cinema?
Ogni autore che viene trasferito in altro linguaggio si preoccupa che almeno alcuni punti fermi del racconto vengano rispettati e traghettati attraverso un linguaggio diverso.
Di solito gli autori vogliono sempre partecipare alla stesura di una sceneggiatura teatrale o cinematografica di un loro lavoro letterario. Fateci caso.
Sciascia no, ed aveva ragione. La sua scrittura si basa sulla metafora, sull’allusione, sceneggiarlo diventa un’impresa enorme. Anche con la miglior buona volontà del mondo finiresti per banalizzare. quindi si può fare un discorso caso per caso, non si può generalizzare.
In ‘Uomini contro’ ad esempio ci sono tante incongruenze in scene che se Leonardo avesse letto la sceneggiatura avrebbe fatto tagliare perché incongrue. Cosa salva il film? La straordinaria interpretazione di Gian Maria Volontè che con il suo volto ci trasporta in maniera travolgente nelle pagine di Sciascia.

Rocco Giurato

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La redazione

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