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Cuccioli – Il paese del vento: Avventure a quattro zampe

Cuccioli – Il paese del vento: Avventure a quattro zampe

Ama i libri, ha occhi profondi, pelliccia nera e un collare rosso. Il suo nome è Portatile, gli piace raccontare aneddoti e viaggiare, avventura è la sua parola d’ordine. Non gli piacciono lo sport e i pettegolezzi, ed è un appassionato di informatica e telefoni .
Portatile è un saggio cagnolino, si chiama così perché quando era molto piccolo ha inghiottito un cellulare, che ogni tanto gli squilla ancora nella pancia.
Insieme alla gattina Olly, il coniglietto Cilindro, la papera Diva, il pulcino Senzanome, il ranocchio Pio è uno dei protagonisti di Cuccioli – Il paese del vento, la nuova sfida cinematografica di Sergio e Francesco Manfio, gli ideatori della fortunata serie animata Cuccioli: 156 episodi in onda su Raidue che da quasi un decennio accompagnano il pubblico dei più piccoli.
Arriva quasi quattro anni dopo la prima avventura cinematografica dei Cuccioli del Gruppo Alcuni – Cuccioli-Il Codice di Marco Polo top ten al box office italiano del 2010 – con ben 200 copie, un impegno distributivo riservato in genere solo ai titoli delle grandi produzione animate d’oltreoceano. Una miscela equilibrata di divertimento e impegno, nel tentativo di avvicinare anche il pubblico dei piccolissimi al tema delle energie rinnovabili.
I Cuccioli abitano a Soffio, il Paese del vento, un villaggio dove tutto funziona grazie all’energia eolica fino a quando la perfida Maga Cornacchia non deciderà di impossessarsi della ‘Girandolona’, la girandola che genera il vento.
Tra gag esilaranti, slapstick della migliore tradizione cartoonistica e macchine volanti che – seppur da lontano – strizzano l’occhio a quelle magiche di Hayao Miyazaki, le rocambolesche vicende dei sei protagonisti si snodano per ottanta minuti di risate, humour e storia durante i quali non mancano i momenti in cui il pubblico verrà invitato a partecipare attivamente alla visione. “Chi produce comunicazione per bambini – osserva Sergio Mangio – deve assumersi una responsabilità di tipo pedagogico. Abbiamo verificato che guardando un film durante il quale i protagonisti si rivolgono direttamente ai piccoli spettatori, chiedendo consigli o invitandoli a compiere delle azioni come battere le mani o cantare, la partecipazione dei bambini si fa più attiva e anche la loro postura cambia. Si attivano dei meccanismi di difesa nei confronti di ciò che si recepisce e credo che la partecipazione sia la chiave da sviluppare per evitare che alcuni contenuti passino in maniera subconscia. Un atteggiamento meno partecipativo rende questo passaggio più passivo”.
Una storia che spesso, a detta dei suoi stessi registi, veicola temi di difficile comprensione (la contrapposizione energia pulita/energia inquinante), ma tessuta e orchestrata con il piglio e la saggezza dei grandi narratori di fiabe. Per di più in 3D stereoscopico: “Girare in 3D stereoscopico non era una sfida facile, dovevamo affrontare qualcosa che non conoscevamo, lavorare su una struttura più articolata rispetto a quella della serie e con un modo diverso di studiare le immagini. La stereoscopia dà infatti una maggiore sensazione di ritmo e movimento”. Un terzo capitolo? No, l’avventura dei cuccioli si conclude qui, ma in cantiere c’è già un’altra storia.

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La redazione

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