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Ti ricordi di me?: Storia d’amore non convenzionale

Ti ricordi di me?: Storia d’amore non convenzionale

Rolando Ravello per la sua seconda regia sceglie di portare sullo schermo una storia scritta da Massimiliano Bruno e sceneggiata con Paolo Genovese. Si conferma il gusto del vero del regista romano che attraverso la pancia stavolta arriva al cuore.

Torna alla regia con una storia d’amore ‘non convenzionale’ Rolando Ravello, che firma con indiscutibile personalità ‘Ti ricordi di me?’.
C’è un elemento essenziale in questo nuovo film di Ravello che sta lentamente diventando una costante del neo regista, attore di lungo corso. Si tratta della vicinanza al punto di osservazione della vicenda, una sorta di empatia che avviluppando il direttore d’orchestra ai suoi attori, accompagna in maniera confortevole lo spettatore, libero di interagire con i personaggi, nel solco di un punto di vista ben preciso e delineato.
Avranno certamente influito le decine di interpretazioni, i ruoli sempre diversi, spesso intensi, a volte limitati sulla carta ma cruciali nell’economia dei film, cui Ravello ha partecipato, fatto sta che il clima deve giovare ai set del regista romano visto che i protagonisti Ambra Angiolini ed Edoardo Leo sembrano in stato di grazia, condizione che coinvolge anche l’ottimo Paolo Calabresi, indispensabile ‘terzo uomo’ di una piccola ma intensa storia d’amore.
‘Non convenzionale’ si diceva in avvio e questo carattere si riscontra nel fatto che i protagonisti sono quelli che nella vita di tutti i giorni sarebbero destinati ad essere degli emarginati, outsider, gente di cui non ti andrebbe di vivere la vita, figuriamoci una complicata relazione.
Eppure il miracolo avviene e come per incanto la storia del ‘cleptomane dagli occhi buoni’ e della ‘narcolettica furbetta ed intrigante’ arriva li’ dove deve arrivare, dritta al cuore, passando dalla pancia.
C’è la commedia all’italiana di razza nel dna artistico di Ravello che sapientemente continua a frequentare e a far legittimamente parte della factory degli ottimi Massimiliano Bruno e Paolo Genovese artefici della sceneggiatura, passando per due rassicuranti certezze come Leo e la Angiolini. Si tratta di professionisti capaci di far ben sperare in un futuro della commedia d’autore, che si stacchi dal cliché della volgarità e della gag del momento per raccontare semplicemente fatti e situazioni che piacciono perché calati nella realtà.

Rocco Giurato

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La redazione

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