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Bif&st 2014, a lezione di memoria

Bif&st 2014, a lezione di memoria

Cinema d’arte, culturale e civile: ecco l’anima di questa quinta edizione del Bif&st che dal 5 al 12 aprile prossimi aprirà le porte del Teatro Petruzzelli di Bari e di altre 11 sale del capoluogo pugliese a tavole rotonde, laboratori, mostre, incontri e soprattutto film.
Un festival all’insegna del low budget, che fa fuori le passerelle e scommette sulla qualità in un paese senza memoria, “un mangiatore di loto dalla memoria corta” lo definisce il suo presidente, Ettore Scola.
Le cose dimenticate sono tante, più di quelle ricordate. – ci tiene  sottolineare durante la presentazione del programma a Roma – In fondo non amiamo il nostro patrimonio culturale, che è la nostra materia prima: Pompei crolla, Cinecittà viene dimessa e la memoria si fa corta. Il Bif&st è l’unico festival che offre al proprio pubblico lezioni di memoria per ricordare ciò che si possiede e quello che ogni giovane ha. Da anni tentiamo di rendere il cinema una materia di studio sin dalle elementari dove ormai c’è di tutto: l’ora religione, l’ora di applicazione domestica ma non una lezione di cultura cinematografica. Il Bif&st fa un cinema un po’ più preoccupato di quelli che lo guardano e lo fa addirittura low cost”. E ai tempi dell’austerity e della spending review non poteva essere diverso: 141 lungometraggi, 44 cortometraggi, 40 documentari, 14 Eventi speciali per un milione e trecentomila euro Iva inclusa, somma rimasta invariata negli ultimi quattro anni, nonostante l’aumento dei costi e dell’Iva. “Potremmo chiedere a Cottarelli di venire a vedere come si fa spending review”, ironizza il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.
Una quinta edizione dove il cinema italiano rimane la destinazione principale, ma senza rinunciare ad anteprime internazionali come Noah di Darren Aronofsky con Russell Crowe che aprirà il festival, il nuovo caleidoscopico Wes Anderson, The grand Budapest hotel, The other woman di Nick Cassavetes, War story di Mark Jackson, The invisible woman di Ralph Fiennes. Seguiranno anche L’amour est un crime parfait di Arnaud e Jean-Marie Larrieu, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Felix Herngren, e Gigolò per caso di John Turturro che chiuderà il cartellone.
Nutrito il gruppo di film italiani in concorso nella sezione ItaliaFilmFest: 11 lungometraggi scelti tra quelli realizzati nel 2013 (Miele di Valeria Golino, Via Castellana Bandiera di Emma Dante, L’arbitro di Paolo Zucca, Una piccola impresa meridionale di Rocco Papaleo, Il sud è niente di Fabio Mollo, Salvo di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, Smetto quando voglio di Sydney Sibilia, Take five di Guido Lombardi, Zoran. Il mio nipote scemo di Matteo Oleotto, Il terzo tempo di Enrico Maria Artale, La mafia uccide solo d’estate di Pierfrancesco Diliberto (Pif), La prima neve di Andrea Segre); spazio anche alle opere prime e seconde della stagione 2013-2014 (Come il vento di Marco Simon Piccioni, Il capitale umano di Paolo Virzì, Anita B. di Roberto Faenza, L’intrepido di Gianni Amelio, Anni felici di Daniele Luchetti , L’amministratore di Vincenzo Marra, Il venditore di medicine di Antonio Morabito, Neve di Stefano Incerti, Song ‘e Napule di Antonio Manetti e Marco Manetti, La mia classe di Daniele Gaglianone, L’ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi).

Cinema, cultura, arte, giovani, impulso a guardare avanti ma soprattutto recupero della memoria: hanno questo sapore il tributo a Alain Resnais e Massimo Troisi, e la retrospettiva su Gian Maria Volontè realizzata in collaborazione con le teche Rai.
Non è un caso che il poster ufficiale del festival sia dedicato proprio all’attore che il prossimo 9

Aprile avrebbe compiuto 80 anni: “Si tratta della più grande retrospettiva mai realizzata– spiega il direttore e ideatore del Bif&st Felice LaudadioUn tributo incentrato sul mestiere dell’attore, che prevede una serie di incontri con chi gli fu vicino sul set e nella vita. Ogni pomeriggio ci sarà un incontro con alcuni dei registi che lo hanno diretto a cominciare da Carlo Vanzina che lo diresse in Tre colonne in cronaca; toccherà poi a Gianni Amelio dopo la proiezione di Porte aperte e ancora Giuliano Montaldo Giordano Bruno, Marco Bellocchio (Sbatti il mostro in prima pagina) e Francesco Rosi (Il caso Mattei)”.
Tornano poi le tradizionali lezioni di cinema inaugurate quest’anno dal premio Oscar Paolo Sorrentino; nei giorni successivi a raccogliere il testimone ci penseranno Sergio Castellitto, Cristina Comencini, Ugo Gregoretti, Luis Bacalov, Michael Radford e Andrea Camilleri.
Perché il Bif&st è soprattutto contatto con gli spettatori a scapito di lustrini e red carpet: una vocazione di cui si fanno testimoni gli incontri in programma con Valeria Golino, Giuseppe Battiston, Barbora Bobulova, Isabella Ferrari, Edoardo Leo, Alessandro Roja, Elio Germano.
“Abbiamo mantenuto la promessa di vivere questo festival come un’esperienza collettiva importante e non segnata dalla mondanità che invece spesso divora la sostanza delle attività di promozione di cultura cinematografica. – precisa Vendola – Oggi possiamo contare su un festival che lontano dal trionfo del folclore è diventato un appuntamento internazionale, un punto di partenza e di arrivo in cui il cinema possa finalmente esibire tutte sue potenzialità, come produttore di ricchezza sia economiche che pedagogiche. Abbiamo cercato la qualità”.

Elisabetta Bartucca

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