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300 – L’alba di un impero: Pronti a (ri)prendervi la gloria?

300 – L’alba di un impero: Pronti a (ri)prendervi la gloria?

Ci risiamo. No, non troverete gli aitanti trecento spartani a cui ci aveva ben abituati Zack Snyder: nel sequel del fortunato macho-comic movie, firmato questa volta da Noam Murro (ma Snyder ne firma sceneggiatura e coproduzione, a testimoniare la continuità con il predecessore), il pubblico è invitato a conoscere gli ateniesi. Un curioso quanto acuto passaggio narrativo: dalla forza della disciplina e dall’etica del sacrificio si passa alla finezza dell’ingegno e alle strategie di combattimento. E già segnaliamo la virtù di un sequel che, una volta tanto, non si limita a imitare il prodotto precedente in vista dell’incasso facile (che pure c’è stato), ma si struttura secondo linee narrative e visive diverse. Sempre di pop corn movie si tratta, siamo di fronte all’intrattenimento puro, nessuna fedeltà storiografica o realistica di sorta.

Il protagonista Sullivan Stapleton non fa rimpiangere Gerard Butler  – per quanto Re Leonida, nella sua retorica esplosiva e nella sua sete di giustizia risultasse di fatto più simpatico di un democratico calcolatore come Temistocle – ed è perfetto nelle scene di coppia con la carismatica Eva Green, new entry e vera sorpresa del film. Sensuale, testarda, determinata, è la dea ex machina della battaglia, quell’Artemisia assetata di vendetta che “crea” (vedrete in che modo) la divinità di Serse e la sua sete di potere. Una femminilità dirompente, aggressiva, sensuale, un’Amazzone più audace di un uomo: questa la vera novità della breve saga, che vanta sempre l’austera Lena Headey nei panni della regina di Sparta.

Non sono solo gli uomini a combattere, dunque, non saranno solo loro a decidere le sorti della battaglia: senza svelarvi il finale, godetevi l’atmosfera dark (che un po’ penalizza la visione in 3d), l’uso lezioso del ralenti negli squartamenti, una scena di sesso al cardiopalma e le iperboli visive che rendono un filmetto come tanti, a suo modo, leggendario. E campione di incassi, come volevasi dimostrare.

Claudia Catalli

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La redazione

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