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Ida: In viaggio per scoprire se stessi

Ida: In viaggio per scoprire se stessi

Vincitore del premio della critica a Toronto e del London Film Festival, arriva nelle sale italiane dal 13 marzo il primo film del cineasta polacco Pawel Pawlikowski, girato interamente nella sua terra natia.

4stelle

Acclamato anche al Torino Film Festival, un film asciutto ed essenziale nella forma, ma con una molteplicità di tematiche: l’identità, la famiglia, la fede, il senso di colpa, la musica e la solitudine. Tutto in soli 80 minuti di pellicola: è Ida, la storia di una giovane orfana, Anna (Agata Trzebuchowska), nella Polonia degli anni ’60. Cresciuta tra le mura di un convento, Anna sta per prendere i voti, ma qualche giorno prima di questo avvenimento, le viene comunicato di avere una parente ancora in vita, Wanda (Agata Kulesza ), la sorella di sua madre.
Entrambe all’inizio quasi riluttanti nello scoprirsi estremamente diverse, quasi incapaci di credere di essere parenti, intraprendono poi insieme un viaggio alla scoperta l’una dell’altra, nel quale emergeranno i segreti del loro passato. Anna scopre di essere ebrea e che il suo vero nome è Ida; questo la spingerà a cercare le proprie radici e ad affrontare la verità sulla sua famiglia insieme alla zia. Ma tutto questo porterà Ida a dover alla fine scegliere tra la propria incrollabile fede e la voglia di giovane donna di esplorare più a fondo il mondo con la sua ritrovata identità.
Girato in bianco e nero Ida è un film storico in cui il regista racconta abilmente una storia in cui ognuno ha le sue verità e che sta alla larga dalla facile retorica; il tutto condito da un sottofondo Jazz e di brani di Coltrane, in quegli anni colonna sonora di un paese che poteva sembrare grigio e oppresso ma che, secondo Pawel Pawlikowski, aveva aspetti più moderni di oggi.

Antonella Ravaglia

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La redazione

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