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La scuola più pazza del mondo: Horror… manie

La scuola più pazza del mondo: Horror… manie

Nelle sale dal 27 febbraio un’animazione firmata Hitoshi Takekiyo, che porta sullo schermo un mix di situazioni surreali omaggiando alcuni grandi classici da Guerre Stellari a Ritorno al futuro.

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Scuola elementare St.Claire. C’erano una volta tre simpatiche bambine: Mako, la Super Peste, Miko, la Super Vanitosa e Mutsuko, la Super Secchiona. Gironzolando e giocherellando nei corridoi dell’istituto, le tre amichette s’imbattono in un Modello Anatomico che diventa il loro “giocattolone”; in realtà non sanno che il Signor Nudo, come lo ribattezzeranno sin dal primo incontro, ogni notte prende vita e ha un nome, Kun.
Al suo risveglio il Signor Nudo, infuriato per come il Super trio lo ha trasformato, decide di vendicarsi con l’aiuto del suo assistente scheletro, il Barone, e della Coniglio Mafia, un gruppo di tre coniglietti tutto pepe e pistola.
“La festa di mezzanotte della scuola St. Claire” può aver inizio. Mako, Miko e Mutsuko iniziano la loro avventura in un mondo bizzarro e colorato…

La pellicola, nata dalla passione del regista giapponese per il motion capture, è il risultato finale di quattro cortometraggi realizzati nel 2007 per un network musicale nipponico. Un’operazione riuscita a metà, l’intento di Takekiyo era quello di portare sul grande schermo dei personaggi che recitassero, se così si può dire, come degli attori in carne e ossa. Così è stato. Già dopo i primi minuti lo spettatore si cala in una dimensione che va al di fuori del contesto del semplice film di animazione. La scuola, il luogo dove si svolge tutta la storia, non è altro che una metafora della società contemporanea dove le tre piccole protagoniste devono muoversi. Potrebbe essere interessante. La storia invece, scorre sì in modo fluido, ma solo per gli spettatori adulti.
Il film, paradossalmente, è poco adatto ad un pubblico di ragazzini a partire dai toni a tratti horror e poco accessibile ai più piccoli.
Quindi se per le tre monelle il divertimento è assicurato per il pubblico di ragazzini in sala forse un po’ meno.

Giovanni Bonaccolta

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La redazione

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