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Tango Libre: Il tango che rende liberi anche in carcere

Tango Libre: Il tango che rende liberi anche in carcere

Il quarto film del regista belga Frederic Fonteyne, in concorso in Orizzonti alla scorsa  Mostra di Venezia, parla di un quartetto amoroso tragicomico. In sala dal 13 febbraio.

3stelle

In un luogo poco convenzionale, come il carcere, mai nessuno si aspetterebbe di vedere i detenuti lanciarsi in lezioni di tango argentino; invece è esattamente quello che succede nel nuovo film del regista Frederic Fonteyne, che ha fatto di questa danza passionale il filo conduttore del suo lungometraggio.
JC (François Damiens) uomo mediocre, maldestro e ordinario, è una guardia carceraria: il suo motto è non contravvenire alle regole e l’unica sua follia è il corso di tango una volta a settimana. In una delle solite lezioni serali,  incontra Alice (Anne Paulicevich), donna misteriosa e sensuale da cui si sente subito attratto. Con sua grande sorpresa, il giorno dopo JC scopre che la nuova compagna di ballo è nel carcere dove lavora lui per la consueta visita ai detenuti. Chi dovrà incontrare? Fernard, (Sergi López)  marito morbosamente geloso, e Dominic (Jan Hamenecker) amico e compagno di cella di Fernand e amante di Alice. Il tango serve da sfogo, nei corpi e nelle teste di tutti i personaggi, non serve tanto alla ricerca di amore quanto alla voglia e al bisogno di emozioni, brividi e libertà.

Se la vicenda raccontata da Fonteyne risulta piuttosto tradizionale nella messa in scena delle emozioni, così non è per le dinamiche relazionali, che rimangono comunque punto di fondamentale importanza in ogni film del regista. Molto interessante anche l’uso della danza, sia come elemento di gelosia che come simbolo di solidarietà tra i carcerati, che danno il via a dei veri e propri corsi di ballo durante le ore d’aria, trovando così una nuova passione da poter condividere dietro le sbarre.
Un insolito quartetto amoroso e un connubio tra tango e carcere che lascia aperte diverse domande, anche nel finale, ma che diverte ed appassiona fino alla fine della pellicola.

Antonella Ravaglia

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La redazione

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