LOGO
,

The Unknown Known: A tu per tu con Donald Rumsfeld

The Unknown Known: A tu per tu con Donald Rumsfeld

Dopo il successo incredibile di pubblico e critica di Fog of War, Errol Morris torna con un doc sul diplomatico statunitense Donald Rumsfeld e sulle situazioni burocratiche più delicate che hanno caratterizzato il  suo doppio mandato governativo.

3stelle

Un’ intervista a 360 gradi sulla vita politica del diplomatico statunitense più giovane e al tempo stesso più anziano ad aver ricoperto tale incarico.  Errol Morris domanda, Donald Rumsfeld risponde.  Per ben 105 minuti prende corpo un vero e proprio documentario-rivelazione, The Unknown Known, articolato da tutte quei dettagli a sorpresa che Rumsfeld opera riguardo al suo doppio mandato governativo (il primo quando fu Segretario della Difesa degli Stati Uniti sotto l’amministrazione del Presidente Gerald Ford  fra il 1975 e il  1977, il secondo sotto la presidenza di George W. Bush, dal 2001 all’8 novembre del 2006).
Anche se non è il suo reale obiettivo, Morris evidenzia attraverso le testimonianze di Rumsfeld  tutti quei risvolti strategico-istituzionali  da sempre celati al mondo, facendo risaltare aspramente il lato aggressivo, quasi assolutista degli Stati Uniti d’America (giustificato dall’ “amor per la madre patria” sotto la presidenza di George W. Bush) e soffermandosi essenzialmente sulla ingloriosa guerra di Iraq che costrinse lo stesso Rumsfeld a rassegnare le proprie dimissioni.

La conduzione dell’intervista da parte di Morris è articolata in modo da strutturare The Unkown Known attorno a quel “memorandum rumsfeldiano” pieno di egocentrismo e delirio di onnipotenza totalmente ingiustificati.  Il non ammettere errori durante il suo mandato governativo sotto la presidenza Bush, rende via via più florido il fine che Morris si era prefissato per questo suo  ennesimo documentario sulla vita politica statunitense.
Risulta evidente la voglia di esplorare l’immaginario egocentrico e l’impunità d’animo che questo politico  manifesta nell’intervista – evidente quando  passa dal famoso Watergate, da cui lui stesso uscì indenne,  alle pesanti aberrazioni di Abu Ghraib sulle quali giunge a non prendersi alcuna responsabilità.  Morris riesce a svelarci il Rumsfeld viscerale, non quello che all’apparenza risultava ‘banalmente’ bellico,  ma quello che era dannatamente astuto e calcolatore.  Questo documentario non mira dunque ad informare, ma bensì a mostrare allo spettatore il vero Rumsfeld, quello tormentato e financo contraddittorio con se stesso. L’audacia con cui lo stesso ex segretario della difesa statunitense bypassa le domande del regista-intervistatore mette in risalto le componenti caratteriali sempre più sfacciate di questo mancato “showman”, che ha avuto la fortuna di trovarsi in un contesto meravigliosamente adeguato alla sua eccentrica megalomania.

Alessio Giuffrida

About the author
La redazione

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top