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Nymphomaniac – Vol. I: Berlinale ‘hot’ con von Trier

Nymphomaniac – Vol. I: Berlinale ‘hot’ con von Trier

Meno scandaloso di come non fosse stato annunciato dalla campagna mediatica che lo ha preceduto, un tam tam spasmodico di clip esclusive, scatti rubati dal set e trailer top secret rimbalzati in rete o censurati. Si presenta così l’anteprima berlinese del chiacchieratissimo Nymphomaniac Vol I,  prima parte dell’ultimo esperimento di Lars von Trier che lascia a bocca asciutta quanti si sarebbero aspettati lo scandalo.
Lo spettacolo invece lo fanno i suoi protagonisti a partire dal regista danese che prima si concede ai fotografi indossando una provocatoria t-shirt con la scritta ‘persona non grata’ –  alludendo alle parole con cui Cannes lo liquidò due anni fa allontanandolo dalla kermesse per le dichiarazioni shock su Hitler –, poi diserta la conferenza stampa. A rispondere alle domande dei giornalisti rimangono così Uma Thurman, Stacy Martin, Stellan Skarsgård, Christian Slater, Shia LaBeouf e la produttrice Louise Vesth.
Ma the show must go on, perché appena dieci minuti dopo l’ingresso in sala, LaBeouf abbandona l’incontro non senza prima aver citato la frase pronunciata da Eric Cantona ne Il mio amico Eric di Ken Loach: “Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che verranno gettate in mare delle sardine”.

Nel film di von Trier  LaBeouf è l’unico amore della ninfomane del titolo, Joe, interpretata da adulta da Charlotte Gainsbourg e nelle sue memorie adolescenziali dalla esordiente Stacy Martin. Soccorsa per strada dal mite e distinto professor Selingman (Stellan Skarsgard), Joe ripercorre in un intimo faccia a faccia con il suo occasionale interlocutore, le proprie avventure erotiche, che in questa prima parte presentata alla Berlinale in versione integrale, altro non sono se non l’iniziazione sessuale di una disincantata, piccola ninfa in guerra con l’amore.
“Lars crea delle magnifiche conversazioni e dei dialoghi incredibili su temi con cui potremmo non sempre essere a nostro agio. – racconta la giovane Martin – Era il mio primo film, quindi ciò di cui mi preoccupavo non erano le scene di sesso ma gli aspetti tecnici”.
Lungi dall’essere una reiterata o gratuita esibizione pornografica di amplessi, Nymphomaniac Vol I si rivela drammaticamente sorprendente, a tratti ironico e grottesco. Complici l’umorismo di Selingman o le sette pagine di monologo recitato tutto d’un fiato da una Uma Thurman nei panni della moglie tradita:Lars continuava a dirmi che avrei dovuto strafare, ma questo non è una novità. Abbiamo continuato a provare quei 25 minuti tutti i giorni . E’ stato incredibilmente impegnativo, rigenerante quasi come recitare a teatro o come se fosse la prima volta in un film”.
Tra citazioni colte (dalla serie di Fibonacci al Cactus Firmus di Bach), orgasmi multipli e fellatio esibite in primo piano, Nymphomaniac Vol. I scorre veloce verso un finale che proietta dritto al secondo capitolo del film. “Nymphomaniac Vol. II è più lento ed esplicito”, chiarisce la produttrice. Bocche cucite invece su quando e in quale festival potrebbe essere proiettato.

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Elisabetta Bartucca

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