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Muore Philip Seymour Hoffman

Muore Philip Seymour Hoffman

Stroncato da overdose a 46 anni. Così Philip Seymour Hoffman esce di scena. Una notizia shock, rimbalzata in rete nelle ultime ore, smentita e alla fine confermata dal ‘Wall Street Journal’ pur non essendo ancora stata rilasciata una dichiarazione ufficiale del medico legale. Il corpo senza vita dell’attore americano sarebbe stato trovato nel suo appartamento newyorkese nel Greenwich Village al 35 di Bethune Street. La polizia starebbe ancora indagando sulle cause del decesso.
Non era la prima volta che l’attore premio Oscar per il ruolo di Truman Capote in A sangue freddo, si ritrovava a dover fare i conti con problemi di droga: già lo scorso anno era stato ricoverato in un centro di riabilitazione per abuso di eroina.
Era nato il 23 luglio 1967 a Fairport, nello stato di New York.
La passione per il teatro e la recitazione è forte già alle scuole superiori, e quando arriva il momento di iscriversi all’Università, punta subito sulla New York University’s Tisch School of the Arts, laureandosi nel 1989. Nel 1991 debutta su più fronti: in televisione, con una parte nel serial Law & Order, e al cinema, nella produzione indipendente Triple Bogey on a Par Five Hole.

Nel 1992 ha il suo primo ruolo in una produzione ‘maggiore’, la commedia My New Gun diretta da Stacy Cochran. Inizia così ad accumulare una nutrita serie di ruoli secondari, facendosi le ossa sul set di film come Profumo di donna (1992), Milionario per caso (1993), Amarsi (1994). Il successo vero e proprio arriva però nel 1997, grazie a Boogie Nights di Paul Thomas Anderson, che lo fa diventare un’icona per gli amanti del cinema ‘indipendente’.
A partire dal 1998, Philip partecipa a moltissimi film, tra i più visti e premiati degli ultimi anni: Patch Adams, Magnolia, Il talento di Mr. Ripley, e ancora Quasi famosi, La ventcinquesima ora e Ritorno a Cold Mountain. Nel 2005 ottiene l’importante ruolo da protagonista in Capote – A sangue freddo di Bennet Miller, incentrato sul chiacchierato scrittore Truman Capote e sulla stesura del suo romanzo più famoso, ‘A sangue freddo’. L’interpretazione gli vale la candidatura all’Oscar come Miglior Attore Protagonista nel 2006, e lo consacra come uno dei migliori giovani attori degli Stati Uniti.

Conferma poi la sua straordinaria duttilità nella magistrale interpretazione del perfido Owen in Mission: Impossiible III. Nel 2007 il nostro outsider si ritrova ad accudire un padre anziano ne La famiglia Savage, a organizzare una rapina per Sidney Lumet (Onora il padre e la madre), e a vestire i panni di un Agente della Cia ne La guerra di Charlie Wilson, che gli vale una nomination agli Oscar come miglior attore non protagonista. E’ candidato agli Oscar anche nel 2009 come miglior attore non protagonista grazie al lungometraggio Il Dubbio di John Patrick Shanley, e di nuovo nel 2013 per The Master di Paul Thomas Anderson. Nel 2010 l’esordio alla regia con Jack Goes Boating.
Era in piena attività anche come attore di teatro: a Broadway si era guadagnato due nomination ai Tony Awards, nel suo carnet moltissimi spettacoli, anche come regista.
Hoffman non era sposato; lascia tre figli e la compagna Mimi O’Donnell.

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La redazione

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