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Per Paolo Genovese ‘E’ tutta colpa di Freud’

Per Paolo Genovese ‘E’ tutta colpa di Freud’

Una commedia che guarda alla diversità senza tralasciare la componente comica e perché no, la storia d’amore. Complice una sceneggiatura di ferro Marco Giallini trascina un cast stellare tra i meandri della psiche alle prese con le pene d’amore perduto…

L’amore ha i denti; i denti mordono e i morsi non guariscono mai…“. Forse sta tutto in questa frase di Stephen King, che Paolo Genovese fa pronunciare alla bella Vittoria Puccini, il senso di ‘Tutta colpa di Freud’, commedia sofisticata interpretata da un cast all star, capitanato da Marco Giallini.
Proprio a questo guascone irrimediabilmente simpatico il regista cuce letteralmente addosso un film dal budget consistente e dalle ambizioni ben dichiarate. Divertire non tralasciando mai la voglia di raccontare una storia da un punto di vista particolare. Questa da sempre la cifra stilistica di Genovese, che prima in coppia con Miniero e poi e poi, tra regie e sceneggiature, campione d’incassi e di risate intelligenti.
Un padre psichiatra alle rese con tre figlie problematiche, con i loro amori, con le loro imperfezioni, con i sogni di varie generazioni che si scontrano inevitabilmente con l’amore…
Ecco che allora la situation comedy creata dal fidanzamento della figlia diciottenne (Laura Adriani) con il cinquantenne (Gassmann) alla crisi del settimo anno del suo matrimonio finito con la bella moglie (Gerini), non è solo un pretesto narrativo ma uno snodo fondamentale.
Già’ perché il padre psichiatra e’ anche innamorato platonicamente – dura prova per un duro come Giallini – della stessa donna eppure decide di non interferire, continuando ad interagire. E poi ancora c’è la figlia lesbica abbandonata (Anna Foglietta) che vuol cambiare sesso, provare con gli uomini. E se non bastasse arriva la bella libraia (Vittoria Puccini) con la testa tra le nuvole che si innamora di un sordo (Marchioni) e cerca disperatamente di interagire con lui.
L’altro da se’, la diversità che irrompe nella vita di una famiglia, questo il valore aggiunto di un bel film che Genovese confeziona con la consueta eleganza narrativa, dovuta ad una sceneggiatura impeccabile.
Su tutti resta nella memoria per i tempi comici e per la – non consueta – umanità, Marco Giallini, qui alla prova di una maturità sapientemente raggiunta e orgogliosamente ostentata. 20140120-210034.jpg

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La redazione

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