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Il segnato: lo spin-off del banale

Il segnato: lo spin-off del banale

Ennesimo inutile capitolo di una delle saghe più commerciali di sempre. Questa volta a dirigere questo spin-off di Paranormal Activity è Christopher B. Landon.

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Con rassegnazione e molta mescalina –  la situazione lo ha richiesto –  è consigliabile visionare questo ennesimo capitolo di una delle saghe più commerciali e indubbiamente inutili del cinema contemporaneo di genere. Accomunare la parola “film” ad un lavoro decisamente amatoriale, privo di struttura narrativa ponderata e con quel pizzico di infimità ben giustificata – legge del mercato – risulta assai difficile. Landon, non nuovo a lavori dozzinali – fu lui a “sceneggiare” Disturbia –  si prende la briga di “girare” lo spin-off della celeberrima – purtroppo – saga di Paranormal Activity. Il Segnato – titolo italiano –  risulta sostanzialmente  più uno spin-off che un sequel,  sia per la scelta di cambiare il contesto ove si “sviluppano” gli eventi –  la  parte della California ispano-americana-  sia introducendo tutte quelle superstizioni tipiche di quello specifico tradizionalismo culturale, utili a rendere più serioso un lavoro che nasce unicamente per sfruttare più una moda del momento che creare una sorta di approfondimento  riguardante le credenze popolari e la magia nera in un contesto prevalentemente urbano.

Tutto ciò viene sviluppato in maniera semplicistica, quasi scolastica, offrendo un lavoro assolutamente misero. Sia sul piano tecnico che sul piano narrativo ci sono insufficienze registiche notevoli, che lasciano lo spettatore decisamente insoddisfatto.  Cercare di dilatare una storia standardizzata, priva di qualsiasi tipo di piacevolezza o logica narrativa ha il solo esito di sviluppare una delusione via via sempre più cocente, sia per l’impossibilità di identificarsi nei personaggi – appena abbozzati – sia per la con superficialità e leggerezza con cui viene affrontata l’intera storia. E’ ora che Landon – collaboratore attivo del secondo, terzo e quarto episodio della serie – smetta di tenere in vita un franchise decisamente sterile, oramai bollito e in realtà mai apprezzato, che fin da subito ha suscitato la disistima più totale tra i cine-cultori.  Peccato che giunti addirittura a quattro capitoli lanciati “a random”,  divenuti col tempo (nella più ottimistica delle valutazioni) obsoleti e (nella più concreta) oserei dire stomachevoli, questa speranza appaia via via sempre più improbabile.  Il Segnato è segnato.

Alessio Giuffrida

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La redazione

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