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Tutto sua madre: Salti pirandelliani…

Tutto sua madre: Salti pirandelliani…

Esordio alla regia dell’attore/autore/mattatore francese Guillaume Gallienne. Nei panni di se stesso e di sua madre strabilia pubblico e critica.

4stelle

Per fare un film ci vogliono tante cose. Per fare un bel film basta un attore o un’attrice di talento e una storia che valga la pena di essere, non solo vista, ma anche semplicemente raccontata. Se poi l’attore che interpreta il film è anche l’attrice, il vero protagonista della storia, nonché l’autore dell’opera, allora siamo a cavallo. Perché significa che sa riempire lo schermo e che sa anche quel che dice al suo pubblico. Questo il preciso caso di Guillaime Gallienne, un uomo e sua madre, un attore e un autore, un mattatore del teatro e ora anche del cinema. Fenomeno incredibile il suo esordio alla regia, Tutto suo madre, ancora più bello con il suo titolo originale – Ragazzi e Guillaume, a tavola! – che racchiude tutto il senso di questo piccolo e prezioso lungometraggio francese. La storia di un uomo che si scopre eterosessuale, in una famiglia in cui tutti lo credevano omosessuale. Guillaime è ciò che gli altri vogliono, o meglio ciò che sua madre vuole e ciò che gli altri pensano che sia. Una donna. Non è effeminato. Pensa davvero di essere la figlia femmina che sua madre tanto voleva. Gli altri pensano solo che sia gay, niente di più. Ma non è così semplice. Perché Guillaime conosce il mondo, conosce le persone, conosce le donne soprattutto e si rende conto che, nonostante ciò che accade, ama sempre e solo sua madre, vuole essere lei, la imita alla perfezione. Guillaime è sua madre appunto. Un paradosso perfetto visto che il nostro attore protagonista/regista interpreta entrambi i ruoli egregiamente.
Guillaime vuole essere diverso dai suoi fratelli maschi, dalla massa, per essere notato da sua madre, per essere accattato. È solo quando conosce un’altra donna e si rende conto che è capace di amarla, anche se non è sua madre, che si chiarisce tutto il mistero. Svanisce la paura e si può iniziare a vivere. In questa commedia surreale, a metà fra il teatro e il cinema, che viene dal teatro ma si è così tanto ben adattata al grande schermo, nulla è come sembra o come potremmo immaginare. Tutto è nuovo, diverso, fresco, intelligente. La storia, i personaggi, il modo di raccontarla. Un tripudio di energia e creatività giustamente vincitore al Festival del Cinema di Cannes dell’ART Cinema. Un caso cinematografico capace di incassare nelle sole prime due settimane di programmazione 7 milioni di euro. Una dichiarazione d’amore alle donne e a sua madre in maniera particolare. Un film tutto su sua madre, tutto su di sé.

Giulia Oppia

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