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Spaghetti Story: Trentenni ‘low budget’

Spaghetti Story: Trentenni ‘low budget’

Ciro De Caro debutta al lungometraggio con lo spaccato fedele e genuino di una generazione. Tra dramma e commedia, Spaghetti Story parla al suo pubblico con un linguaggio semplice, ma molto accattivante.

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Girato in undici giorni con risorse e materiali ridotti, Spaghetti Story è il primo lungometraggio di un promettente regista italiano, Ciro De Caro. Protagonista è una generazione intera, quella dei trentenni costretti a sopravvivere nella grande città, dove affitti, spese e quotidianità hanno un prezzo sempre più oneroso.
Non ci sono immagini o personaggi vincenti e patinati, ma solo individui e storie comuni, ed è proprio questa semplicità a rendere la pellicola molto accattivante dove la creatività la fa da padrona: De Caro riesce con pochi ingredienti a realizzare un piatto di ‘spaghetti’ davvero superbo e di cui non si può fare a meno di chiedere un bis.
La freschezza di questa pellicola permette di osservare uno spaccato di vita dei giovani del nostro tempo che hanno non pochi problemi a crescere: cercando a tutti i costi l’indipendenza (dice il protagonista ad un certo punto: “Mio padre e mia madre alla mia età avevano già due figli che andavano alle elementari”), i protagonisti di Spaghetti Story si trovano ad affrontare sfide enormi. Succede a Valerio (Valerio Di Benedetto), giovane attore che si destreggia tra vari lavori ed è costretto a contare le monetine per pagare le bollette; o a Scheggia (Cristian Di Sante), che ha deciso di assicurarsi una pensione facendo il pusher, pur continuando a vivere con la nonna; a Serena (Sara Tosti) e Giovanna (Rossella D’Andrea), rispettivamente fidanzata e sorella di Valerio, la prima, ricercatrice precaria all’università e la seconda impegnata a realizzare il suo sogno, quello di diventare una brava chef di cucina cinese.
L’incontro di Valerio con la giovane prostituta cinese Mei Mei (Deng Xueying) sarà l’evento che turberà le loro vite: decideranno di combattere la frustrazione di cui sono vittime ogni giorno e aiuteranno Mei Mei a dare una svolta alla sua vita, nel segno della solidarietà.
Oscillando tra drammatico e comico e senza mai scadere nel melenso o nel volgare, Spaghetti Story è un film indipendente, capace di trovare un suo posto nella cinematografia italiana e in grado di far emergere non solo il nome di un regista dalle grosse potenzialità, ma anche quelli di giovani attori la cui stella, ce lo auguriamo, brillerà ancora di più in futuro.
Degne di nota le interpretazioni di Valerio Di Benedetto e Cristian Di Sante: il primo mostrandoci l’evoluzione di un personaggio sin dall’inizio troppo succube degli eventi, il secondo regalandoci un ruolo comico davvero genuino.

Augusto D’Amante

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