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Greta Gerwig, una californiana innamorata a New York

Greta Gerwig, una californiana innamorata a New York

Greta Gerwig, una delle attrici indie più quotate del momento accompagna al Festival di Torino ‘Frances Ha’ di Noah Baumbach. E’ l’occasione per quattro chiacchiere su cinema, musica e…

Una lettera d’amore in bianco e nero per New York. Questo e tanto altro e’ ‘Frances Ha’ , diretto da Noah Baumbach e presentato al Festival di Torino nella sezione Festa mobile.
Ad accompagnarlo Greta Gerwig,una delle attrici indie più quotate del momento, apprezzata anche per la sua capacità di recitare in pellicole maistream e in piccoli film molto i teressante come appunto Frances Ha’. Ecco come la Gerwig ci fa entrare nei segreti di un piccolo film con un grande carattere.

Innanzitutto partiamo dal mood del film, sarebbe potuto essere una commedia del muto, tanta l’espressivita’ dei caratteri, in più e’ in bianco e nero..
Beh grazie!! Per riuscire ad ottenere il mood abbiamo pensato subito al bianco e nero, qui di abbiamo fatto molti test con la videocamera; non doveva essere un comune bianco e nero, ma doveva legarsi alla storia, quasi come fosse una lettera d’amore a New York e al cinema.

Ecco, appunto, i rimandi, gli omaggi, gli scorci di una Grande Mela che ci appare ci supera, familiare, a cosa vi siete ispirati?
Beh certo le citazioni sono tante, noi amiamo il cinema e N.Y. Con Noah abbiamo parlato anche della Nouvelle Vague, di Truffaut, del suo modo di ritrarre i giovani, ma non
Volevamo somigliare a qualcosa in particolare e a dire il vero spero che non sia così…

Corri su e giu’ per New York e sembri naturale, ma come hai fatto?
Volevamo che le scene fossero il piu’ reali possibile, immerse nel vero caos di New York. Si, ho corso per ore ed ore fino a quando non siamo riusciti a mostrare quello che volevamo’ di New York.

La tua Frances è più Amelie del terzo millennio oppure un sempreverde Peter Pan?
Amelie l’ho amata ma non mi sembra c’entri con la mia Frances. Il suo problema è quello di lasciarsi finalmente alle spalle la giovinezza. Ci è così attaccata da rifiutare addirittura ogni relazione sentimentale per non accettare concretamente l’idea. Poi si rende conto di essere come l’ultimo soldato Giapponese alla fine della Guerra e si arrende. Si forse Peter Pan le calza bene…

La colonna sonora e’ straordinaria, un pezzo di Bowie e uno di Paul Mc Cartney su tutti, come ci avete lavorato?
Volevamo che fossero un contrappunto ideale della vita di questa ragazza. Come hai detto prima si potrebbe pensare a quei meravigliosi film in bianco e nero dove la musica e l’espressione degli attori condividevano con il pubblico le emozioni.
Anche allora la colonna sonora era fondamentale, sottolineava il mood del momento, credo che in un paio di occasioni More than love di Bowie fosse perfetta e quindi eccola li’…

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La redazione

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