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Jennifer Lawrence, la ragazza di fuoco ‘infiamma’ Roma

Jennifer Lawrence, la ragazza di fuoco ‘infiamma’ Roma

Invasione di fan sul red carpet del Festival Internazionale del Film di Roma ormai in dirittura d’arrivo. Tutti in attesa di Jennifer Lawrence, Premio Oscar per “Il lato positivo” sul tappeto rosso per presentare il secondo capitolo di una saga, “Hunger Games”, che è già diventata fenomeno soprattutto tra le giovanissime. Ragazze scatenate, accampate negli spazi dell’Auditorium sin dalla notte prima, impavide come la loro eroina (la Katniss Everdeen), un mix di coraggio e fragilità insieme, condensati in appena 23 anni di età. E che ne hanno fatto un’icona.

Il suo personaggio è un modello per molti giovani? Sente questa responsabilità?
Quando lessi per prima volta questi libri avevo 16 anni e mi fece piacere vedere che questo personaggio poteva servire da modello; è normale che mi senta responsabile perché quando la gente ti segue, ti ascolta e ti guarda hai una responsabilità notevole.

Come è cambiata la sua vita dopo l’Oscar?
Il Premio Marcello Mastroianni ricevuto a Venezia è stato uno dei momenti più entusiasmanti del mio lavoro di attrice, ma la mia vita non è cambiata poi tanto. I premi sono sempre un piacere e hanno contribuito alla mia carriera, sono molto gratificata ma continuo a vivere come prima, giorno per giorno. In molti mi chiedono spesso se avverto la pressione di questo fenomeno. Amo il mio lavoro, il cinema e ho sempre accettato di prendere parte a dei film perché mi interessava la sceneggiatura o il regista e questo non cambierà, non presto molta attenzione a questo quadro che mi crea un po’ d’ ansia, io mi diverto e basta e non presto attenzione a ciò che si scrive o si dice di me.

Pensa di avere delle affinità con il personaggio di Katniss Everdeen?
Vorrei essere più simile a Katniss, molto più di quanto non lo sia. La notorietà è fantastica, ma è difficile quando le persone ti trattano come se fossi diversa rispetto a prima e tu non lo sei affatto.

In quale dei personaggi si identifica maggiormente?
In questo momento non ricordo neanche in quali film ho lavorato. Qualche anno fa feci una piccola parte in “Like Crazy”, Samantha: ecco, quel personaggio mi assomiglia moltissimo, le sue parole erano le mie, perché fu principalmente un lavoro di improvvisazione. Quando feci “Il lato positivo” mi sono molto identificata in Tiffany e mi sono sentita molto vicina a lei per l’energia che condivido con questo personaggio. Ma il personaggio che amo di più è sicuramente quello di Samantha.

Che rapporto ha con il concetto dell’ immagine del corpo femminile?
Sono stata sempre una sportiva, non avevo idea di cosa fosse una dieta finché non ho cominciato a lavorare come attrice. È brutto sentirsi dire di dover perdere peso quando invece ti trovi perfettamente a tuo agio con il tuo corpo. Molti registi hanno un’idea di corpo perfetto e irraggiungibile ed esercitano delle forti pressioni, il resto lo fanno i media; la gente ci guarda, fa continuamente confronti tra immagini vere e ritoccate e credo sia arrivato il momento di cambiare il modo di concepire la bellezza e riflettere di più su ciò che facciamo e diciamo.

Cosa la lega a Katniss e cosa vuol dire lavorare in un film che in gran parte basato su effetti speciali?
Poter crescere e cambiare con un personaggio è un’esperienza molto interessante. Lavorare in un film di effetti speciali non cambia le cose, perché uso sempre gli stessi strumenti come la fantasia per cui continuo a immaginare.

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Elisabetta Bartucca

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