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L’incontro con John Hurt

L’incontro con John Hurt

E’ uno dei caratteristi più importanti di sempre ad inaugurare  i consueti incontri con il pubblico  in occasione dell’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Parliamo di John Hurt, figura storica di quel teatro shakespeariano inglese da sempre apprezzato, diventata poi una figura ben definita nel panorama del cinema globale.
Un’odissea la carriera cinematografica del buon caratterista inglese, agevolmente modellata e gradualmente evoluta dallo stesso Hurt. Con la sua solita invidiabile ironia, l’attore 73enne ha illustrato le tappe più importanti che lo hanno fatto diventare uno degli attori più poliedrici di sempre. La sua innata voglia di studiare arte teatrale, vista però in malo modo da una famiglia fondamentalmente tradizionalista che sperava ben altro per l’allora giovane inglese,  sollecitò Hurt ad approfondire gli studi alla Royal Accademy. Estremamente importante poi fu il ruolo della Nouvelle Vogue che  condizionò notevolmente la formazione e lo stile del caratterista inglese. Durante l’incontro con il pubblico denso e appassionato, Hurt ha sottolineato il suo fascino per quel cinema indipendente e quasi ‘irrisolto’, caratterizzato da copioni sempre interessanti e mai dozzinali. Proprio questo lo ha sollecitato ad accettare il ruolo offertogli da Bong Joon-ho per il suo film, “Snowpiercer” presentato fuori concorso alla kermesse capitolina . Un Hurt “profetico”, che sente il bisogno di ricalcare il fatto di essere un attore non di “metodo” ma di “ passione”; interessante anche le allusioni preferenziali fatte dall’attore al termine dell’incontro verso due figure di quel cinema di ricerca da lui favorito, Lars Von Trier e Jim Jarmusch.

Alessio Giuffrida

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La redazione

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