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L’ultima ruota del carro, Elio Germano con l’Italia sulle spalle

L’ultima ruota del carro, Elio Germano con l’Italia sulle spalle

Il film di Giovanni Veronesi apre il festival di Roma con una storia dall’ampia respiro. Si tratta di uno spaccato del nostro Paese, osservato con gli occhi di un omino piccino, con il suo camion, la sua mogliettina e…

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La storia di un piccolo uomo in primo piano, con la Storia del nostro Paese che gli scorre accanto, incrociando piccoli grandi eventi quotidiani con fatti e situazioni che hanno segnato decenni, generazioni. Dall’urlo di Tardelli al Mundial ’82 al ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, passando per le monetine lanciate a Craxi fino ai manifesti 6×6 di Silvio Berlusconi. Il tutto osservato attraverso lo sguardo, ora ingenuo ora disincantato, di un omino che fin da piccolo e’ – o almeno si sente – l’ultima ruota del carro…
Giovanni Veronesi, maestro della commedia elegante, figlia della grande tradizione all’italiana, si cimenta con la Storia Patria, interpreta e racconta a modo suo le vicende realmente accadute di un suo collaboratore, Ernestino, che un giorno in autostrada gli disse: “sai che sono stato cuoco d’asilo?”.
Occasione ghiottissima per chi, come il regista toscano, è abituato ad osservare uomini per interpretare la nostra società. E allora e’ naturale che il delicato compito di potare sulle spalle la storia di Ernestino – e di molti italiani come lui – cada su Elio Germano, le cui versatili corde poggiano salde tra commedia e dramma.
Lo vediamo giovane ed ingenuo, molto maturo e stanco ma mai chino; accanto a lui la compagna di una vita, interpretata da Alessandra Mastronardi, nel ruolo di una donna che è contrappunto ideale del suo uomo, in una coppia inossidabile che crea subito empatia.
Il film apre fuori competizione il Festival di Roma per approdare subito dopo in sala. Il competitor più vicino e’ la commedia di Zalone, la corazzata campione d’incassi, il ciclone della risata liberatoria ed un po’ facile.
Di semplice, immediato e rassicurante il vissuto di Ernestino, l’ultima ruota del carro raccontata da Veronesi, non ha nulla. Forse e’ proprio per questo che fa molta simpatia.

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La redazione

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