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Fuga di cervelli: Paolo Ruffini ‘sfigato’ a Oxford

Fuga di cervelli: Paolo Ruffini ‘sfigato’ a Oxford

Dal piccolo schermo al cinema: Paolo Ruffini arriva in sala dal 21 novembre con “Fuga di cervelli”, una commedia dagli ingredienti giusti, ma senza carattere.

2stelle

L’esordio alla regia di Paolo Ruffini è dedicato, secondo quanto affermato dal regista stesso, ai nerd, agli “sfigati” che sognano di stare con la ragazza più bella della classe e che fanno gruppo con altri nerd per superare le loro timidezze e paure. Detto così “Fuga di cervelli” si presenta come un film davvero interessante nel panorama cinematografico di questo tiepido autunno. In realtà di interessante sembra non esserci davvero nulla: o meglio, gli elementi ci sono, ma sembra proprio che siano stati inseriti alla rinfusa così da creare non una per
fetta alchimia, ma solo un’accozzaglia di materiale che non riesce a strappare nemmeno un sorriso.
Remake della pellicola campioni di incassi in Spagna, “Fuga de Cerebros”, nel film di Ruffini si sente l’influenza di film come “American Pie” o “Una Notte da Leoni”, che di sicuro non rappresentano un limite, ma il novello regista è ben lontano da ricalcarne le orme. Lo scambio di battute: “Mica aspetterai lui?” – “Lui chi?” – “Stocazzo!”, fa sorridere la prima volta che viene pronunciata. Ma dopo essere stata ripetuta in quasi tutte le scene, le labbra non si scomodano neppure ad accennare un sorriso.
L’espediente della “scoreggia”, poi, che poteva far fare grasse risate nei cari e vecchi college movie anni ’90, viene sprecato in un calderone senza senso che non arriva mai ad ebollizione.
E se questo doveva essere anche il film d’esordio della stella del web Frank Matano, la sua interpretazione lascia il tempo che trova, regalandoci una macchietta che si fa prima a dimenticare. D’altro canto non spiccano neppure gli altri membri del cast (nonostante ci siano interessanti premesse, soprattutto televisive) e lo stesso Ruffini, che interpreta Alfredo, ci regala un personaggio che perde la sua carica empatica per diventare quasi insopportabile.
Bello il discorso che il protagonista Emilio (Luca Peracino) fa ai suoi amici dopo aver trascorso una serata davvero movimentata al ristorante con i genitori della ragazza che segretamente ama, Nadia (Olga Kent): una piccola fiamma che sembra annunciare un’evoluzione della storia davvero coinvolgente. Ma poi, come accade a tutte le fiammelle quando sono alimentate da uno stoppino troppo corto, anche questa si spegne.

Augusto D’Amante

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