LOGO
,

Thor – The Dark World: ‘Martello’, come here

Thor – The Dark World: ‘Martello’, come here

A due anni dal primo lungometraggio torna l’allegra banda asgardiana targata Marvel in un fantasy ritmato e spettacolare cucito addosso ai bicipiti di Chris Hemsworth. Dal prossimo 20 novembre al cinema.

[usr=3.5]

 

Archiviati i successi globali di “The Avengers” e “Iron Man 3” la Marvel entra nel vivo della sua cosiddetta fase 2 portando sugli schermi “Thor – The Dark World”, seconda valorosa impresa del dio asgardiano che veste le spoglie mortali della rising star Chris Hemsworth. Ad accompagnarlo troviamo ancora la scienziata Natalie Portman, l’Odino Anthony Hopkins, il Loki Tom Hiddleston e tutti gli altri, ai quali si aggiunge un bastimento carico di dollari per un budget di parecchio superiore ai 150 milioni del primo film (il dato ufficiale non c’è ma si parla di almeno 50 milioni in più). A non tornare invece è il regista Kenneth Branagh che di fronte a un impegno molto più probante, vista la complessità degli effetti speciali messi in campo, ha deciso di passare la mano.

Al timone, dopo un po’ di tergiversare, c’è finito Alan Taylor, nome noto soprattutto nel mondo della tv, che negli ultimi anni è stato tra i principali artefici del successo del serial “Il trono di spade”. La scelta si è rivelata particolarmente azzeccata perché al contrario del suo fratello maggiore (intitolato semplicemente “Thor”, anno 2011) “The Dark World” rinuncia al canone dell’avventura supereroistica e punta dritto a un mix di fantasy e fantascienza, con battaglie campali, elfi scuri ma anche viaggi dimensionali e duelli aerei tra caccia in stile Star Wars, senza però farsi mancare qualche strizzatina d’occhio e qualche cameo a sorpresa giusto per ricordare che sempre di supereroi si tratta.

E uno dei grandi meriti della sceneggiatura firmata da Christopher Yost, Christopher Markus e Stephen McFeely è proprio quello di rompere il vincolo che legava il protagonista alle situazioni quotidiane del pianeta Terra e di allargare l’obiettivo ai nove regni fantastici della mitologia nordica, puntando così sulla spettacolarità e sul ritmo.
Una considerazione a parte merita invece la scelta dei toni da commedia che tanto distinguono, specie da qualche tempo, i prodotti Marvel-Disney da quelli dei concorrenti Dc-Warner (“Il Cavaliere Oscuro” e “L’Uomo d’Acciaio” prima di tutti). Se l’umorismo a tratti demenziale – affidato per lo più allo scienziato svitato Stellan Skarsgård e alla stagista Kat Dennings – certo contribuisce a stemperare ogni possibile accenno di magniloquenza, a volte però dà la sensazione di essere una tassa da pagare alla Disney e a quello che è da sempre il target di riferimento di casa, i più piccoli.

Quanto al cast invece Hemsworth e la Portman sono una gioia per gli occhi e oltre alla faccia e al fisico ci mettono nome e talento, le spalle comiche ci mettono la verve, gli asgardiani Hopkins, Idris Elba e Rene Russo i toni epici e la solennità, mentre il cattivo Christopher Eccleston non riesce a trasmettere troppo carisma, appesantito com’è da un trucco eccessivo (per lo più in Cgi). Il vero mattatore però è Hiddleston che incarna perfettamente l’unico personaggio, Loki, che trascende la semplice dicotomia tra buoni e cattivi, alternando amore, odio, sotterfugio e ironia, in un mix che ha spinto i fan a chiedere alla Marvel un film dedicato solo a lui.

Marcello Lembo

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top