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Before Midnight: Linklater riporta in scena i suoi malinconici amanti

Before Midnight: Linklater riporta in scena i suoi malinconici amanti

Sono trascorsi diciotto anni da “Prima dell’alba”, nove da “Prima del tramonto”, ma i protagonisti di questa lunga love story, Ethan Hawke (Jesse) e Julie Delpy (Celine) – malinconici amanti sorpresi dall’amore prima su un treno per Vienna, e alcuni anni dopo in una libreria di Parigi – sono tornati a raccontare come è andata a finire in “Before midnight” (in sala dal 31 ottobre) . A guidarli ancora una volta Richard Linklater, e chissà che non ci possa essere un quarto episodio, possibilità che lo stesso regista non escludeva qualche mese durante la presentazione del film a Berlino: “Non ne ho idea, non penso ci sia spazio per un altro episodio, ma nella vita mai dire mai…”


Come è stato interpretare questi personaggi per la terza volta?

Ethan Hawke: Per me è sempre un grande privilegio tornare nei panni di Jesse, ero curioso di vedere come erano diventati.
Richard  Linklater: Quella di Jesse e Celine è una storia d’amore che dura da diciotto anni. A un cero punto ci siamo chiesti cosa stessero facendo.
Julie Delpy: L’elemento del tempo è molto importante perché ognuno di questi tre episodi rappresenta un momento particolare della loro vita.

Che tipo di rapporto avete l’uno con l’altro?
J. D: Terribile!
E. H.: Quando incontrai Julie per la prima volta pensai che non avevo mai conosciuto una persona della mia generazione così intelligente, brillante e appassionata, così profonda.

“Before midnight” è un film basato molto sui dialoghi. Come avete lavorato per rendere le diverse prospettive dei personaggi, il punto di vista femminile e quello maschile?
R. L.: In realtà non si tratta di maschile o femminile, non scriviamo i dialoghi in base a questo. Si tratta piuttosto di un lavoro di collaborazione e negoziazione.

La location – prima Vienna, poi Parigi, adesso la Grecia – è il terzo protagonista del film. Come descrivereste questo ruolo?
R. L.: Quella in cui abbiamo girato non è la Grecia di Mamma mia!, è un posto davvero da favola, paradisiaco, l’ho amata tantissimo e mi ha dato anche l’opportunità di approfondire la mia conoscenza sul cinema greco.

Quanto di voi c’è nei personaggi di Celine e Jesse?
E. H. La cosa più bella di Richard è che incoraggia gli attori a sperimentare in termini di emozioni e li esorta a usare alcuni aspetti della propria vita. Per cui è inevitabile che in Jesse ci sia anche un po’ di me.

E qual è la loro essenza?
J.D.: L’essere personaggi a più dimensioni. L’essere umano è molto complesso e rappresentare questa complessità non è facile, ma è questo è ciò che ho sempre cercato fare.

Il film è un susseguirsi di lunghi piani sequenza. Avete improvvisato o era tutto scritto?
J. D.: In realtà è il frutto di continue e durissime prove; il mestiere dell’attore è come quello del  musicista o dell’atleta. Bisoagna provare, provare e provare. Abbiamo passato intere settimane a scrivere i dialoghi, era tutto rigorosamente scritto.

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Elisabetta Bartucca

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