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Metallica – Through the Never: Sogno di una notte da vero fan

Metallica – Through the Never: Sogno di una notte da vero fan

Il visionario film-concerto di una delle rock band più influenti della musica americana arriva il 29 e il 30 ottobre nei cinema italiani grazie a Lucky Red. Sedici canzoni per un’ora e mezzo di incubi targati Hetfield e soci.

3stelle

James Hetfield, Lars Ullrich, Kirk Hammett, Robert Trujillo. Quattro nomi che forse per gli appassionati di cinema non significano nulla, ma che per quel che riguarda la musica hanno decisamente un’altra eco. Una storia più che ventennale, 110 milioni di album venduti in tutto il mondo, uno dei quali, l’omonimo Metallica (ma noto ai fan come il ‘Black Album’), detiene ancora il record di disco più venduto dal ’91 ad oggi. Ecco quindi che i quattro alfieri dell’heavy metal decidono di varcare i confini del palcoscenico per puntare alla conquista delle sale cinematografiche. E non lo fanno con un classico film concerto ma – tanto per dimostrare che a volte invertendo i fattori il risultato dell’operazione cambia – con una sorta di concerto film, “Metallica – Through the Never”.
Nell’estate 2012 la band decide dunque di tenere una serie di date con l’intento di fare da base a questo film, non prima però di aver reclutato la produttrice Charlotte Huggins, il regista ungherese Nimród Antal (in passato una partecipazione al festival di Cannes con “Kontroll”, poi Hollywood e una serie di film poco ambiziosi come “Vacancy” e “Predators”) e l’attore Dane DeHaan (giovane rampante visto in “Chronicle”, nel recente “Giovani ribelli” e nell’adattamento americano di “In Treatment”).

E questo si traduce in un palco studiato appositamente per sorprendere gli spettatori nell’arena e al cinema, dove gli effetti speciali sono realizzati dal vivo e non tramite computer graphic, e con trenta obiettivi pronti a riprendere in 3d e con tecnologia Imax le evoluzioni sul palco della band, che sceglie una scaletta in equilibrio tra le preferenze dei fan e le esigenze della trama.
Sì, perché i Metallica e Antal non si limitano, dicevamo, a raccontare un concerto ma alternano all’esibizione live una trama legata alle canzoni stesse, mescolando l’approccio classico che usarono Scorsese e i Rolling Stones per “Shine a light”, con la creazione musical narrativa in stile Quadrophenia degli Who. Il risultato corre su un confine molto sottile che da un lato suggerisce l’estetica e gli intenti promozionali di un videoclip, dall’altro però ci regala immagini potenti che compensano uno sviluppo tanto esile da non provare neanche a nascondere il suo ruolo di pretesto.

Ecco quindi il giovane DeHaan, in una parte praticamente muta, che si aggira, perso nel sogno/incubo di un fan dei Metallica, tra le strade di una città preda della violenza e le visioni di un misterioso assassino a cavallo che lo insegue, fino a uno confronto finale dove fanno capolino effetti speciali, quelli sì, in digitale. Ma come le canzoni dei Metallica fanno da filo conduttore alla fine anche la trama, in un modo che non sveliamo, incide sul concerto e dà così ai fan l’occasione di gustarsi i loro beniamini in una nuova avventura che, riuscita o non riuscita, ha il marchio – mai scontato e mai banale – dei Metallica cucito addosso.

Marcello Lembo

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