LOGO
,,

La prima neve: La ‘fiction vera’ di Andrea Segre

La prima neve: La ‘fiction vera’ di Andrea Segre

Il regista di doc. come ‘Mare chiuso’ o ‘Il Sangue Verde’ affronta la seconda regia di finzione partendo dal ‘viaggio’ che molti compiono o vorrebbero compiere nella loro vita…

Potrebbe esser definito un film necessario, uno spaccato della nostra realtà che parte dalla cronaca per raccontare come solo la finzione può fare una bella storia di amicizia, integrazione, fratellanza, amore.
Molto più semplicemente ‘La prima neve’, seconda regia di fiction per il bravo documentarista Andrea Segre, e’ un racconto onesto, crudo ma capace di momenti di grande poeticità.
Sullo sfondo di un paesaggio montano incantevole si muovono i personaggio che Segre avvicina pian piano insieme allo spettatore. Le vite di Dani, Michele, Elisa, Pietro, Fabio, oltre ad essere quelle interpretate in maniera credibile dai protagonisti Jean Christophe Folly, Matteo Marchel, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston e il piccolo Peter Mitterunzer, sono sovrapponibili a quelle di tanti spettatori, per intensità, drammaticità, corrispondenza al vero.
Si conferma regista del vero Segre, che già ci aveva abituati al racconto personale, con il DOC (su tutti Il Sangue verde) ma anche con la sua opera prima di finzione (Io sono Li). La vicenda di Dani, in fuga dal Togo e dalla guerra nei luoghi incantati della Val di Mocheni, e’ il pretesto per raccontare il viaggio, quello fisico, quello mentale, quello drammatico di molti nati in luoghi svantaggiati della terra e di molti, legati ad un territorio incantato che tuttavia li schiaccia, li obbliga a fare i conti con le radici, la perdita, la voglia di un riscatto. Un film doveroso e bello quello di Segre che dopo il successo di pubblico e critica alla Mostra del cinema di Venezia, arriva in sala con tutto il suo carico di umanità.

About the author
La redazione

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top