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Le voci della ‘cattiveria’: Max Guisti e Arisa

Le voci della ‘cattiveria’: Max Guisti e Arisa

L’elegante Hotel Eden della capitale, per una mattina si tinge di giallo – il colore dei mitici Minion – e di ironia. La conferenza stampa di “Cattivissimo me 2”, in uscita nelle sale italiane il prossimo 10 ottobre, ha come animatori le voci della cattiveria, Gru e Lucy Wilde, alias (nella versione italiana) Max Giusti e Arisa, ormai cantante, attrice, doppiatrice.

Che differenza c’è per te fra recitare e doppiare?
Arisa: Quando doppio ho meno paranoie di sicuro, ma sono felice di aver potuto provare entrambe le cose. Mi sento fortunata ad aver sia recitato che doppiato.

Non credi che in questo secondo capitolo ci sia poco di cattivissimo?
Max Giusti: A me piace la scorrettezza di “Cattivissimo me 2”. Nel film si toccano dei tabù che negli altri cartoni animati è impensabile trattare. Per rispondere rubo le parole di Steve Carell (n.d.r. doppiatore di Gru nella versione originale): “All’inizio Gru era cattivissimo, ora non ha di certo un cuore d’oro, diciamo che ha un cuore di bronzo”.

Quanto è stato in termini di tempo il vostro impegno per doppiare?
M. G.: Per me tre settimane.
A.: Per me invece quattro, cinque giorni.

Qual è stata la scena più divertente da doppiare?
M. G.: Quando abbiamo doppiato noi il film non era completo, per cui ad un certo punto quando mi sono visto arrivare El Macho con la bandiera messicana sul petto sono morto dalle risate. La sfida di questo film, della sua ironia, è anticipare ai nostri figli ciò che noi già sappiamo. Cosa che gli altri cartoni animati non fanno. Un modo nuovo di divertire che è stato premiato da un grande successo.

Quando è uscito il primo film, avevi detto che, se fosse uscito il secondo episodio, non ti sarebbe dispiaciuto doppiare anche qualche Minion. Lo hai fatto?
M. G.: No, purtroppo perché il film è arrivato dagli USA già bello che pronto, tutto strutturato e non è stato possibile intervenire.

I cartoni animati aiutano ad abituarci ad una fisicità diversa da quelle delle barbie. Cosa ne pensi?
A.: Sicuramente si. I cartoni animati aiutano a vedere la donna diversamente da come la mostra la pubblicità e questo è un grande dono. Ad esempio da quando ho conosciuto Lucy Wilde non mi sento più una diversa.

Che differenza c’è fra Max Giusti imitatore e doppiatore?
M. G.: Quando imito qualcuno, i miei personaggi non sono così, ma sono come io li immagino. Invece quando devo doppiare il personaggio è già pronto, non lo devo immaginare o costituire io. Sono due cose molto diverse anche se poi alla fine del doppiaggio mi sentivo davvero nei panni di Gru.

Secondo te i buoni hanno stufato?
M. G.: Ma no, c’è posto per tutti. C’è un’evoluzione in tutte le cose, anche nei cartoni animati. Cattivissimo me e Cattivissimo me 2 sono due cartoni contemporanei, nell’ambientazione e nei comportamenti. Ma poi anche qui c’è posto anche per l’amore e il romanticismo.

Il terzo capitolo della serie avrà come protagonisti i Minion. Ci sarà posto anche per Gru e la sua famiglia?
M. G.: Purtroppo no, noi torneremo nel numero 4 (n.d.r. ride)! Ma è innegabile che quando dilaga un prodotto di successo di cui hai fatto parte non può che farti piacere, in ogni caso.

Max si torna a teatro?
M.G.: Sì, si torna con un’opera intitolata “Di padre in figlio”, un allestimento contemporaneo che pesca nel passato del teatro italiano. Si parte da una domanda: quando si diventa padre, si smette di essere figlio? Uno spettacolo comico con due/tre momenti commoventi. Un modo per gli uomini per conoscersi meglio e per le donne per conoscere meglio gli uomini.

Arisa, qualche nuovo album?
A.: Dopo ‘Amami’ è molto difficile riuscire ad elaborare, a trovare qualcosa dentro me stessa, qualcosa di profondo. Lavoro sulla verità, sull’essenza delle cose, sul suono. Lavoro a nuovi progetti, sperando di non deludere le aspettative di nessuno.

Giulia Oppia

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