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Due giorni al cinema con Zagor

Due giorni al cinema con Zagor

Due giorni (22 e 23 ottobre prossimi) per scoprire la magia di Darkwood e del suo più famoso abitante. Maglia rossa smanicata con simbolo giallo, scure rigorosamente in mano, fisico atletico, sul viso i tratti di uno dei suoi padri: il disegnatore Gallieno Ferri. Si tratta ovviamente di Zagor, protagonista storico dell’altrettanto storica serie a fumetti di Casa Bonelli, nato dalla fantasia di Ferri e di Sergio Bonelli, che nell’occasione si firmò col suo tradizionale pseudonimo Guido Nolitta.

In questo particolare caso però Zagor non è al centro di una delle solite avventure ma di un documentario intitolato “Noi, Zagor”, diretto da Riccardo Jacopino per la Arcobaleno Produzioni e realizzato in collaborazione con la Bonelli Editore.
Poco più di un’ora e mezza per raccontare il personaggio, la sua spalla Cico, il suo bosco magico, la colorata galleria di nemici ma soprattutto l’amore e la dedizione dei suoi autori e di un fandom che comprende tanto il ragazzino di 17 anni quanto l’anziano presidente della repubblica croata Ivo Josipovic.

Un’impresa che parte sicuramente dall’amore del regista che ha trovato l’aiuto e il sostegno dell’attuale curatore della testata Moreno Burattini, di Gallieno Ferri e di una serie di sceneggiatori, disegnatori e appassionati che hanno raccontato l’eroe di Darkwood da ogni prospettiva. “Raccontare la storia di Zagor è stato molto difficile – ha spiegato Riccardo Jacopino – perché sapevamo che sarebbe passato davanti agli occhi di tanti critici, di tanti esegeti”. Quindi, continua, “abbiamo provato a raccontare le emozioni che circondano lo spirito con la scure e da questo punto di vista il film può avere una doppia lettura: da un lato potrà servire a far conoscere Zagor a quelli che non lo conoscono, dall’altro servirà da specchio per le emozioni di chi lo conosce già”. E aggiunge: “Nel fare questo film – conclude – ho anche mantenuto la promessa che mi ero fatto da ragazzo, quello di entrare dentro al processo del fumetto che tanto amavo”.

Burattini racconta invece l’origine del progetto: “Riccardo era un mio compagno di scuola. Non eravamo nella stessa classe ma facevamo ginnastica insieme. E ho pensato che sarebbe stato bello fare questo film perché Riccardo mi aveva confessato che il suo sogno era da sempre di fare il regista e il mio era di fare fumetti. E alla fine eravamo due persone che avevano realizzato il loro sogno”.
Quanto al film Burattini assicura anche il sostegno totale della Bonelli. “I nostri autori, dove possibile, saranno presenti nelle sale in cui sarà proiettato il film. Se abbiamo un disegnatore che abita a Pordenone seguirà in prima persona la proiezione a Pordenone, se c’è un disegnatore a Roma sarà presente a Roma e così via”.
Marcello Lembo

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