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“Rush”, Hunt vs Lauda. Il racconto di Ron Howard

“Rush”, Hunt vs Lauda. Il racconto di Ron Howard

La storica rivalità tra i due piloti di Formula 1 diventa per il regista l’occasione per esplorare ancora una volta le sfumature del duello umano.

Calcolatore, matematico, razionale l’uno; istintivo, viscerale e superstar l’altro. Nemici per oltre un decennio, rivali storici fuori e dentro il circuito di Formula 1, piloti tra genio e sregolatezza, ma soprattutto uomini in guerra con se stessi, con i propri limiti, e con la morte. Ovvero Niki Lauda vs James Hunt: Ron Howard non resiste al fascino del duello umano e dopo il dirompente faccia a faccia di “Frost/ Nixon”, torna a raccontare le dinamiche dell’incontro/ scontro tra due uomini con “Rush” (in sala dal 19 settembre). La rivalità storica che avrebbe accompagnato per sempre il mito dei due più celebri piloti di Formula 1 negli anni ’70, diventa per il regista di “A Beautiful Mind” l’occasione per una disamina molto più ampia sul genere umano e la sua inevitabile, incontenibile attrazione per la morte. A fronteggiarsi Daniel Bruhl e Chris Hemsworth.

Il duello è una costante dei tuoi film. È in questo che trovi il senso di raccontare una storia?
Mi piacciono molto i personaggi messi alla prova da situazioni insolite, estreme e sorprendenti, perciò scelgo questo tipo di storie: il matematico, l’astronauta o il vigile del fuoco, persone diverse ma ugualmente disposte a mettersi alla prova e a spingersi sempre oltre i propri limiti. Sono personaggi che hanno molte caratteristiche dell’uomo comune.

Il concetto di morte pervade tutta la storia di “Rush”, come succede in molti altri tuoi lavori precedenti.
Credo che il nostro modo di rapportarci alla morte ci definisca come esseri umani e ognuno la affronta in maniera diversa. I due personaggi hanno sull’argomento un punto di vista molto singolare, ma in un certo senso condiviso e comune a molti piloti soprattutto negli anni ’70: proprio Lauda ne subiva un fascino particolare. Per Daniel tutto questo è stato un elemento fondamentale per vedere e approcciare la morte nel film.

Ancora una volta a lavoro con Peter Morgan. Di chi è stata l’idea principale? Come hai trattato la sceneggiatura?
Peter e io abbiamo lavorato insieme in “Frost/ Nixon” e siamo diventati amici. Quando ha scoperto la storia di Niki e James, me ne ha parlato e insieme abbiamo individuato gli elementi fondamentali di questa affascinante combinazione di personaggi fantastici, unici e entusiasmanti. Abbiamo cominciato a lavorare sulla sceneggiatura cercando di inserirvi le ricerche che facevamo; poi si sono aggiunte le prove con il cast, per cui la sceneggiatura si è sviluppata mano a mano, era in costante divenire e Peter si è sempre dimostrato aperto a nuove idee.

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Elisabetta Bartucca

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