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Un mondo in pericolo: Api da salvare

Un mondo in pericolo: Api da salvare

In sala dal 12 settembre il documentario candidato agli Oscar 2014 per la Svizzera come Miglior Film Straniero.

4stelle

“More than Honey”: molto più che miele. Le piante, spiegava il nonno, imprenditore e allevatore di api, al piccolo Markus, sono ancorate al suolo perciò non possono corrersi incontro e abbracciarsi, da sole non riescono ad avere figli, l’ape è il loro messaggero d’amore… E a distanza di tanto tempo Markus Imhoof raccoglie il testimone del nonno dirigendo l’affascinante documentario “Un mondo in pericolo”. Realizzato con un lavoro di ricerca durato cinque anni, il film analizza lo spopolamento degli alveari.
Le cause non sono ancora state stabilite. L’utilizzo di pesticidi, la crescente diffusione delle onde elettromagnetiche dei cellulari, gli allevamenti industriali sempre più massacranti, gli antibiotici che vengono loro somministrati, sono alcuni dei fattori. In California gli insetti, costretti a impollinare ettari ed ettari di mandorli, trasmettono i pesticidi usati agli alveari. Terminata la fioritura, le api vengono trasportate con i tir verso nuovi fiori attraverso gli Stati Uniti. Il grande stress al quale sono sottoposte si accumula ai veleni ingeriti e le rende deboli e vittime degli acari. In molte zone della Cina le api sono ormai scomparse, per l’uso massiccio e indiscriminato di pesticidi. I braccianti si sono sostituiti al loro prezioso lavoro impollinando i fiori manualmente, ma i risultati sono molto inferiori a quelli prodotti dalle raffinate api.
Il documentario è un appassionante percorso nel microcosmo di questi delicati ed evoluti insetti, allevati per secoli dall’uomo e a rischio estinzione a causa di uno sviluppo sempre più dissennato e sempre meno sostenibile dal pianeta. L’80% delle specie delle piante ha bisogno delle api per essere impollinato, pena l’esistenza di frutta e verdura. Perciò la loro moria, in corso ormai da quindici anni, rischia di avere conseguenze devastanti per l’intero ecosistema. Capitalismo, dominazione globale, avidità, si scontrano con il desiderio di salvaguardare la Terra.

Attraverso spettacolari immagini di natura e paesaggi realizzate con tecnologie di ripresa avanzate quali palloni sonda e piccoli elicotteri telecomandati, il regista porta lo spettatore all’interno degli alveari. Poi spinge il suo sguardo verso il cielo per spiare l’accoppiamento di un’ape regina in volo. L’unione avviene con fuchi di famiglie diverse, una misura efficace contro l’endogamia, e i fuchi che riescono nell’impresa moriranno subito dopo.

Markus Imhoof ha viaggiato dal Nord America all’Europa, dalla Cina all’Australia. Protagoniste del film sono le esistenze di apicoltori che vivono in diverse parti del pianeta. Fred Jaggi, in Svizzera, cerca di preservare la purezza della razza locale di api nere, con un’opera che va avanti da generazioni. Heidrun e Liane Singer, sono due allevatrici austriache che trasformano le api in regine e le inviano in tutto il mondo. Fred Terry alimenta le api killer in Arizona con acqua zuccherata. Con le loro storie Imhoof racconta l’intelligenza delle api, la loro coesistenza sociale, la ferocia di alcune mutanti contro esseri umani e animali. La colonia di api è rappresentata come un super organismo: nessun insetto sopravvive da solo, la sua libertà individuale è subordinata al bene della comunità.

La pellicola, candidata all’Oscar 2014 per la Svizzera, è distribuita da Officine Ubu, che quest’anno ha portato in sala il vincitore del Leone d’Oro all’ultima mostra di Venezia,  “Sacro Gra” di Gianfranco Rosi.

Francesca Bani

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